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Uno studio
interamente italiano sulla Qualità della Vita nei pazienti con CMT (se guardate
bene i nomi dei medici e centri interessati troverete molte persone di
nostra conoscenza) GENNAIO 2007
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Variables
influencing quality of life and disability in Charcot Marie Tooth (CMT)
patients: Italian multicentre study.
Padua L,
Aprile I,
Cavallaro T,
Commodari I,
La Torre G,
Pareyson D,
Quattrone A,
Rizzuto N,
Vita G,
Tonali P,
Schenone A;
for the Italian CMT QoL
Study Group.
La
qualità della vita e la disabilità nei pazienti affetti da
Charcot-Marie-Tooth.
Follow-up multicentrico e multiprospettico
La Charcot Marie Tooth (CMT) è la più frequente neuropatia ereditaria.
I pazienti con CMT sviluppano una progressiva debolezza muscolare e
disturbi sensitivi, diventando talvolta disabili anche in età molto
precoce.
Negli
ultimi due decenni, ricercatori nella sanità pubblica e attività
clinica hanno rilevato la necessità di un’accurata valutazione di
concetti quali Health related quality of life (QoL) per studiare
l’impatto delle malattie croniche e dei loro trattamenti sulla vita dei
pazienti(1).
Nel
2003, abbiamo proposto un follow-up (24-30 mesi) prospettico su
pazienti con CMT attraverso differenti strumenti di misurazione. Gli
obiettivi erano:1) misurare la QoL e la disabilità in un ampio e ben
rappresentativo campione di pazienti e studiare le relazioni tra i
parametri convenzionali e la percezione da parte del paziente della
propria QoL e disabilità;2) valutare l’evoluzione della QoL e
disabilità e determinare il valore predittivo del quadro fenotipico e
genetico;3) sviluppare un network nazionale e un database sulla CMT
(includendo la standardizzazione, basata sul consensus, dei termini e
misurazioni più utilizzate e lo sviluppo di un software per la gestione
del database).
Nel
protocollo multiprospettico abbiamo usato il SF-36 per misurare la QoL,
il Barthel Index (BI), Deambulation Index (DI) per misurare la
disabilità e i punteggi NASS and DASH (rispettivamente per valutare la
disabilità e i sintomi degli arti inferiori e superiori)(2).
Sono
stati studiati 211 pazienti: 84 uomini (40%), 127 donne (60%), età
media 42.5 anni (DS 15, range 8-90). La distribuzione per età era
normale. Complessivamente, attraverso una valutazione genetica, clinica
e neurofisiologica, 195 pazienti hanno raggiunto una diagnosi (92%).
Risultati:
Obiettivo
1:I risultati attuali, ricavati da un ampio e ben rappresentativo
campione, confermano che le neuropatie ereditarie causano un marcato
peggioramento della QoL e che gli aspetti fisici della QoL sono
correlati principalmente alla disabilità (ma essi non aumentano con
l’età probabilmente per un avvicinamento tra le aspettative del
paziente e la realtà).Gli aspetti mentali della QoL, come ci si
aspettava, sono influenzati dalla depressione (quindi, tale aspetto è
stato considerato nell’approccio ai pazienti con CMT). Alcuni sottotipi
di CMT sono maggiormente correlati al bodily pain, parametro dell’SF-36
che valuta il dolore corporeo. (3,4).
La
QoL è scarsamente correlata al quadro neurofisiologico. I risultati
sottolineano che gli esiti degli studi sulla conduzione nervosa non
sono adatti per valutare indirettamente la QoL. Questi dati
suggeriscono fortemente di valutare direttamente la QoL nei trial
clinici sulla CMT di tipo 1A.
Riguardo
alle relazioni tra la QoL e i risultati degli esami clinici alcuni test
clinici potrebbero essere migliori rispetto ad altri, siccome sono
correlati agli aspetti più importanti della vita quotidiana del
paziente. Queste informazioni potrebbero essere utili nella clinica per
misurare la QoL e negli studi clinici.
Obiettivo
2: I risultati dell’esame clinico, le misurazioni “patient-oriented” e
le misurazioni della disabilità suggeriscono che, durante i due anni di
follow up, i pazienti con CMT1A mostrano una lieve riduzione della
forza dei muscoli distali senza un peggioramento della disabilità e
QoL. Questa dissociazione potrebbe essere dovuta alla lentezza del
peggioramento che permette lo sviluppo di meccanismi di adattamento.
Questo adattamento potrebbe compensare il peggioramento della funzione
motoria.
Tale
osservazione potrebbe essere utile nel progettare uno studio clinico
sulla CMT dato che è dimostrato che generalmente il quadro della QoL e
disabilità non cambia significativamente dopo due anni e quindi essi
non possono essere strumenti di misurazione sensibili.
Obiettivo
3:E’ stato creato un network nazionale. La sua attendibilità è basata
sul fatto che uno studio clinico multicentrico (con gli stessi centri
coinvolti nello studio attuale) sulla CMT1A, finanziato dalla Telethon,
è in corso.
Referenze:
1) Shy ME, Rose MR. Charcot-Marie-Tooth disease
impairs quality of life: why? And how do we improve it? Neurology
65, 790-1, 2005.
2) L.
Padua, I. Aprile, P. Caliandro, C. Pazzaglia, I. Commodari, P. Tonali. Reliability and validity of the CMT neuropathy
score as a measure of disability. Neurology
55, 614-615, 2006.
3) Padua
L, Aprile I, Cavallaro T, Commodari I, La Torre G, Pareyson D,
Quattrone A, Rizzuto N, Vita G, Tonali P and Schenone A: for the
Italian CMT QoL Study Group. Variables influencing quality of life and
disability in Charcot-Marie-Tooth (CMT) patients: Italian multicenter
study, Neurological Sciences 27, 417-423, 2006.
4) L.
Padua, C. Pazzaglia, T. Cavallaro, I. Commodari, D. Pareyson, A.
Quattrone, N. Rizzuto, G. Vita, P. Tonali and A. Schenone, the Italian
CMT QoL Study Group. European Journal of Neurology 14, e45-e46,
2007.
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