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Quando
si nomina la parola insegnante immancabilmente, si pensa al mondo della
scuola, che può essere parte del nostro vissuto quando l’età è adulta,
oppure può rappresentare una figura condivisa quando si hanno figli in età scolare
mentre quando ci accompagna nelle interminabili mattinate di lezione
diventa una figura non sempre gradita.
Anch’io
sono un’insegnate, come ce ne sono
tanti altri che hanno dei problemi. In questo momento i problemi che
assillano me e i miei colleghi sono legati all’identità che assumerà la
nostra tipologia di scuola con l’entrata a regime della riforma scolastica
essendo la nostra scuola di tipo professionale. La nostra è una scuola
piccola situata a Sermide, nel basso mantovano, dove convergono utenti
anche dalle province limitrofe come Ferrara e Rovigo. Molte volte i ragazzi
che s’iscrivono alla nostra scuola hanno tempi di concentrazione e
motivazione scolastica molto limitate e per questo il nostro lavoro non è
dei più facili, ma nonostante ciò cerchiamo di impegnarci al massimo per
ottenere dei risultati accettabili. Un’altra situazione che ci preoccupa
notevolmente è il raggiungimento del numero minimo di alunni iscritti per
poter aver diritto all’assegnazione delle classi e quindi corriamo il
rischio di perdere il posto di lavoro e di essere trasferiti in sedi
lontane. Ecco spiegato perché dopo quasi trenta anni d’insegnamento sono
diventato un insegnante TRABALLANTE.
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In
realtà io sono un insegnante TRABALLANTE anche per un altro motivo di
ordine fisico. Ho cinquanta anni e quindici anni fa ho scoperto di avere
una neuropatia ereditaria classificata come rara denominata Charcot Marie
Tooth che va a ledere in modo graduale la funzionalità dei nervi. Sono
cominciati i primi problemi nella camminata, che diventa insicura con il
tipico passo marcato e deambulazione instabile. Mi ricordo a questo
proposito una forte distorsione alla caviglia destra che mi sono procurato
in gita scolastica a Piazza dei miracoli a Pisa. Essendo una malattia poco
diffusa pochi medici la conoscono o sono in grado di diagnosticarla ed
anche per me è stato difficile trovare qualcuno che mi aiutasse fino a
quando ho scoperto in internet una associazione chiamata ACMT-RETE formata
dagli stessi portatori della malattia, dove ho trovato tutte le
informazioni necessarie. Ho finalmente trovato medici competenti, persone
in grado di rispondere ad ogni quesito perché si tengono continuamente
aggiornati a livello mondiale utilizzando la rete informatica, e tanti
amici che hanno la mia stessa patologia ed ogni anno c’incontriamo in un
Congresso nazionale. La malattia si può trasmettere in forma dominante e si
può manifestare in forme lievi ed in forme più gravi che portano
gradualmente al completo inutilizzo delle gambe e delle mani. Purtroppo,
per adesso non esistono cure perché
le case farmaceutiche non si accollano l’onere della ricerca non avendo poi
un adeguato ritorno economico. Nonostante ciò l’Associazione non si è data
per vinta e grazie soprattutto al suo presidente e a Donatella sono
riusciti ad avere dei fondi da Telethon per iniziare una sperimentazione
con l’acido ascorbico, avendo già dato risultati positivi su cavie animali.
Proprio in questi giorni è iniziata la realizzazione di un DVD finalizzato
alla diffusione delle informazioni sulla malattia su scala nazionale. Se
qualcuno vuole conoscerci meglio utilizzi pure il sito Internet
sopraccitato, oppure mi scriva alla e-mail indicata sotto. A noi piace
ironizzare sulla malattia per sdrammatizzare la nostra situazione ed uno
dei nostri motti è BARCOLLO MA NON MOLLO!
Vi ricordo che e possibile l’assegnazione del 5 per mille
sulla denuncia dei redditi indicando il codice fiscale
n° 91103730353 con la vostra firma nella casella che corrisponde al
sostegno del volontariato.
Ne abbiamo tanto bisogno al fine di incentivare la
ricerca su questa patologia!
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