2005
|

|

|
DESCRIZIONE
|
La scoperta di un
ricercatore italiano
|
NOTIZIA
|
Staminali, isolate le cellule
progenitrici dei muscoli
La
Stampa di Torino 30 giugno 2005
Le cellule progenitrici di muscoli, cartilagine, ossa e grasso sono state,
per la prima volta, isolate nelle staminali umane. Dopo la scoperta, della
possibilità di isolare i neuroni dalle staminali, c’è ora quella di
ottenere da queste una vera e propria fabbrica di cellule, capaci di
svilupparsi e differenziarsi in ogni tessuto dell’organismo: dal sangue al
cervello, ai muscoli. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica
internazionale «PLoS Medicine», si deve all’italiano Tiziano Barberi, che
da anni lavora negli Stati Uniti, presso l’Istituto Sloan-Kettering di New
York. E se, per anni, ci si è rammaricati dei cervelli in fuga perché
l’Italia assegna pochi fondi alla ricerca, ora ci si dovrà amareggiare
perché scienziati italiani sono costretti a rimanere all’estero visto che
la nostra legge vieta questo tipo di ricerche. Barberi lo dice chiaro:
«Lavoro solo sulle staminali embrionali e in Italia non potrei lavorare».
Era stato lo stesso Barberi, nel settembre 2004, a pubblicare la scoperta
della possibilità di ottenere cellule nervose dalle cellule staminali
umane. Oggi, questo nuovo risultato sulle cellule mesenchimali, ossia
quelle destinate a dare origine a muscoli, ossa e cartilagine. «È un dato
che va ad aggiungersi a quelli già disponibili sulle cellule staminali
embrionali umane - dice lo scienziato - e che dimostra come queste siano
effettivamente totipotenti. È cioè possibile, utilizzando reagenti e
procedure adeguate, isolare dalle staminali umane tutti i tipi di cellule».
Poter isolare anche le cellule destinate a dare origine ai muscoli è
particolarmente interessante, per le possibili future applicazioni
terapeutiche, per esempio nella cura delle distrofie muscolari. Occorrerà
ancora tempo per arrivare a certi traguardi ma, secondo il ricercatore, la
via è ormai aperta. Inutile negare, poi, che i risultati della ricerca
sulle staminali embrionali umane, un passo dopo l’altro, stiano arrivando.
«Tanto che negli Stati Uniti - riferisce Barberi - qualcuno è già vicino
alla sperimentazione clinica». D’altro canto, aggiunge riferendosi al
recente dibattito scatenato dal referendum sulla fecondazione artificiale,
«è vero che le cellule staminali embrionali umane sono state scoperte nel
1998, ma in effetti sono disponibili per la ricerca solo dal 2000-2001.
Sono anche molto diverse da quelle embrionali di topo e di conseguenza la
ricerca è dovuta ripartire quasi da zero. Eppure, nell’arco di soli
quattro-cinque anni, si sono ottenuti moltissimi risultati». Avere isolato
con efficacia le cellule progenitrici dei muscoli significa adesso poterle
utilizzare sia per la sperimentazione clinica, sia per la ricerca
finalizzata alle applicazioni cliniche. I risultati pubblicati su «PLoS
Medicine» sono stati ottenuti in colture di cellule staminali umane
ricavate da due delle 22 linee approvate nel 2001 dal presidente degli
Stati Uniti, George Bush, per ricerca finanziata con fondi pubblici.
(d.dan.)
|
|
|
DESCRIZIONE
|
Cellule staminali:
un altro passo in avanti
|
NOTIZIA
|
Corriere della Sera 1
luglio 2005
Importante scoperta
dell'italiano Tiziano Barberi dello Sloan Kettering Institute.
Un altro grande passo in avanti nella possibilità di trasformare le cellule
immature e indifferenziate dell'embrione umano in ogni tipo di tessuto:
dopo la scoperta, di un anno fa, di riuscire a pilotarne lo sviluppo fino a
trasformarle in cellule del cervello, adesso diventa possibile orientarne
la crescita per ottenere le cellule progenitrici di muscoli, ossa,
cartilagine e grasso.
La scoperta del segreto che permette di attivare questa vera e propria
fabbrica di cellule, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale
PLoS Medicine, si deve all'italiano Tiziano Barberi, dell'istituto Sloan
Kettering di New York, lo stesso ricercatore che un anno fa aveva scoperto
come isolare i neuroni dalle staminali embrionali umane.
ISOLATI I PROGENITORI DEI MUSCOLI
Lo studio è stato condotto utilizzando due delle 22 linee di cellule
staminali embrionali umane per le quali il presidente degli Stati Uniti,
George Bush, aveva autorizzato la ricerca nel 2001. Utilizzando una
particolare tecnica basata su anticorpi specifici i ricercatori del gruppo
diretto da Lorenz Studer sono riusciti a isolare, tra le cellule
embrionali, quelle progenitrici del mesenchima, dalle quali hanno origine
muscoli, ossa, cartilagine e adipociti. Ma per ottenere una verifica
decisiva della validità del loro metodo, i ricercatori hanno utilizzato
altre linee cellulari, grazie alla disponibilità di fondi privati. «In
tutti i casi - ha detto Barberi - abbiamo ottenuto risultati promettenti».
STAMINALI EMBRIONALI E ADULTE A CONFRONTO
I ricercatori hanno messo a confronto le cellule progenitrici del
mesenchima ottenute dalle staminali embrionali umane con le staminali
prelevate dal midollo osseo in organismi adulti: «Le cellule ottenute dal
tessuto adulto - ha osservato Barberi - erano in numero limitato e la loro
proliferazione in vitro era povera. Perdevano cioè rapidamente la capacità
di replicarsi e non davano origine a cellule progenitrici del muscolo
scheletrico. Al contrario, le cellule derivate dal tessuto embrionale erano
molto numerose e mantenevano a lungo la capacità di proliferare, tanto da
poter essere utilizzate per studi finalizzati ad applicazioni cliniche».
LE APPLICAZIONI FUTURE
L'obiettivo ambizioso è riuscire a utilizzare questa fabbrica biologica per
ottenere quantità di cellule umane utili per curare gravi malattie dei
muscoli, come le distrofie. Ma la strada da percorrere è ancora tanta ed è
necessario procedere a piccoli passi. Dopo avere verificato in provetta la
validità del metodo di isolamento dei progenitori della cellule
mesenchimali destinate a diventare muscoli, i ricercatori stanno passando
adesso ai primi test sui topi. Le risposte che otterranno saranno cruciali
per verificare sia quanto queste cellule progenitrici possono sopravvivere
una volta introdotte in un organismo, sia se sono in rado di funzionare in
modo adeguato.
INNANZITUTTO LA SICUREZZA
La sicurezza è un obiettivo fondamentale della ricerca sulle cellule
progenitrici dei muscoli, come di tutte le altre cellule staminali
embrionali umane. Il timore è che cellule con un potenziale di
proliferazione così grande possano dare origine a tumori embrionali: è come
se, una volta trasferite, volessero a tutti i costi perseguire il loro
obiettivo di dare origine ad un embrione. È per questo motivo che trasferire
cellule staminali che non hanno ancora intrapreso le graduali tappe che
lentamente le portano a differenziarsi e a specializzarsi può dare origine
ai cosiddetti tumori embrionali, ammassi di cellule che, contrariamente al
cancro, restano localizzati e non danno origine a metastasi. «La prima cosa
da fare è verificare la sicurezza delle cellule isolate - ha detto Barberi
- e dalle prove che abbiamo condotto utilizzando dei marcatori abbiamo
verificato che nelle cellule isolate non sono presenti cellule che non
hanno cominciato la fase di differenziamento. Di conseguenza non possono
dare origine a tumori». Che la ricerca sulle staminali embrionali sia
destinata ad avere grandi sviluppi non ci sono dubbi: «I risultati piano
piano stanno arrivando - ha osservato il ricercatore-. Adesso la sfida è
riuscire a controllare al 100% il potenziale differenziamento di queste
cellule. È solo questione di tempo»
|
|
|
ABSTRACT
DELL’ARTICOLO ORIGINALE IN INGLESE (PubMed July)
|
DESCRIZIONE
|
Derivation of multipotent mesenchymal precursors from human
embryonic stem cells. Barberi T,
Willis LM,
Socci ND,
Studer L.
|
NOTIZIA
|
Division of Neurosurgery and Developmental Biology Program,
Sloan-Kettering Institute, New York, New York, USA.
BACKGROUND: Human embryonic stem cells provide access to the earliest
stages of human development and may serve as a source of specialized cells
for regenerative medicine. Thus, it becomes crucial to develop protocols
for the directed differentiation of embryonic stem cells into
tissue-restricted precursors. METHODS AND FINDINGS: Here, we present
culture conditions for the derivation of unlimited numbers of pure
mesenchymal precursors from human embryonic stem cells and demonstrate
multilineage differentiation into fat, cartilage, bone, and skeletal muscle
cells. CONCLUSION: Our findings will help to elucidate the mechanism of
mesoderm specification during embryonic stem cell differentiation and
provide a platform to efficiently generate specialized human mesenchymal
cell types for future clinical applications.
|
|
|
|
L’associazione
ha contattato il ricercatore italiano Tiziano Barberi informandolo che
avevamo letto negli ultimi giorni gli articoli sulle sue scoperte
delle cellule che danno origine ai muscoli, e che lui stesso, la scorsa
estate, pubblicò la scoperta di poter ottenere cellule nervose dalle
cellule staminali umane. Richiedendo un suo parere sulla possibilità di
applicare in futuro le sue scoperte in patologie come la Charcot Marie
Tooth.
|
RISPOSTA
DEL RICERCATORE
|
Cara
Dona,
innanzitutto grazie per la e-mail. Che dirle, riguardo a quelle che chiama
le mie scoperte non credo abbiano una applicazione diretta sulla sindrome
CMT, ma non c'e' orma di dubbio che dalle cellule staminali embrionali si
potrà un giorno fare qualcosa di concreto per alleviare le sofferenze di pazienti
affetti da CMT o da altre neuropatie periferiche. Io mi occupo
principalmente di altro ma ho un interesse sempre più crescente nei
derivati della cresta neurale, quel tessuto embrionale da dove derivano tra
gli altri le cellule del sistema nervoso periferico (sia neuroni che
cellule di schwann). Non escludo perciò che prossimamente parte delle mie
ricerche si focalizzi proprio su questo. A dire il vero ho già alcuni dati
riguardo al differenziamento di cellule staminali embrionali umane verso la
cresta neurale ma è troppo presto per parlarne. Riguardo a una
possibile futura collaborazione non saprei su quali basi ma le do la
mia disponibilità. Le ricordo comunque che io sono un biologo, ricercatore
di base e non ho nessun legame e contatto con università o centri di cura
Italiani.
La saluto cordialmente,
Tiziano
|
|
|
DESCRIZIONE
|
Vivere
con una malattia rara: sentimenti che tengo per me.
di Mark Flapan, Ph.D. - Tradotto da Tatiana Marconi.
Pubblicato su ICARO n. 28
|
NOTIZIA
|
Quando i tuoi familiari o i tuoi amici ti chiedono, "come stai?"
di solito vogliono sapere se hai qualche disagio o dolore o se stai meglio
o peggio fisicamente. Raramente pensano al tuo stato emotivo. Ma le tue reazioni
emotive alla malattia sono più stressanti che non i suoi effetti sul
fisico. Mentre tu e i tuoi familiari state facendo tutto il possibile per
fronteggiare e trattare le tue indisposizioni fisiche, ci può essere altro
da fare per alleviare il tuo stress emotivo. Puoi imparare a capire meglio
e accettare i tuoi sentimenti, comprenderli senza vergogna, auto-biasimo,
colpa o recriminazione. Per promuovere questa comprensione, descriverò le
emozioni più comunemente esperite dalle persone con una malattia cronica,
riconoscendo, naturalmente, che non tutti vivono ognuna delle reazioni che
descriverò. Nel parlare di queste reazioni emotive, cercherò di dar voce a
pensieri e sentimenti che non hai mai espresso o forse neanche
riconosciuto. Questo può sconvolgere chi tende ad allontanare i pensieri
negativi per mantenere un atteggiamento positivo sempre e comunque. Questo
articolo è per quelli di voi che hanno bisogno di un sollievo emozionale
dato dalla comprensione condivisa.(le reazioni emotive descritte concernono
primariamente le malattie croniche acquisite dopo l’infanzia)
EMOZIONI STRESSANTI
Rabbia —
sei arrabbiato perché hai questa malattia, ma con chi? Dio, il Fato, il
mondo intero? Sei arrabbiato coi medici perché non hanno una cura per il
tuo disturbo. Credevi che i medici conoscessero molte cose, ma ora sei
deluso.In più, non sembrano particolarmente interessati a te se non come un
"caso". Quando vai ad una visita sono velocissimi e non ti
spiegano abbastanza o dicono cose che ti spaventano e sconvolgono. (nota della traduttrice: per
fortuna non tutti i medici si comportano così, anzi! Più spesso un medico è
un valido alleato e una presenza amica. A volte però, possiamo avere
l’impressione di essere trattati "male", magari perché è un
giorno "no")Sei anche arrabbiato coi tuoi familiari e coi tuoi
amici che non sono sempre disponibili quando ne hai bisogno o che si
aspettano da te più di quanto tu non possa fare. Ti auguri che possano
vivere nel tuo corpo per un giorno o anche per un’ora in modo che capiscano
com’è la tua vita. Così non direbbero cose che urtano i tuoi sentimenti e
ti feriscono. Sei anche innervosito dal pensiero che essi possano
risentirsi per tutto quello che devono fare per te e ti senti ferito e
risentito di rimando anche tu.
Auto-biasimo - puoi biasimare te stesso per
la tua malattia. Puoi pensare che sia stata colpa tua perchè non hai avuto
abbastanza cura di te stesso. O forse Dio ti sta punendo per qualcosa che
hai fatto di sbagliato, ma non sai cosa. Senti di essere in fallo.
Vergogna — se prendi la tua malattia
come un segno di debolezza o di un carattere fragile, ti puoi vergognare di
essere malato. Se sei orgoglioso del tuo essere indipendente o del fare
cose per gli altri, puoi imbarazzarti particolarmente del tuo bisogno che
gli altri facciano cose per te. O anche puoi vergognarti se hai qualche
difetto fisico-estetico.
Frustrazione — se hai un problema che
richiede di appoggiarti ad altri per i bisogni quotidiani, sei
costantemente frustrato: non puoi fare cose per te stesso o gli altri non
fanno le cose di cui hai bisogno abbastanza velocemente o esattamente come
vorresti. Altra fonte di frustrazione è quella di non poter impegnarti in
attività che ti divertivano o di cui andavi orgoglioso.
Auto-svalutazione — se non riesci a fare cose che prima facevi
sempre, non ti senti solo frustrato, ma anche inadeguato. E, in più, se sei
un perfezionista con mete che non potrai per un lungo periodo raggiungere,
puoi scoraggiarti o addirittura arrivare ad odiarti.
Auto-pietà — ti dispiace di non poter condurre una vita normale
come ogni altro. Ti senti imbrogliato se non sei in grado di terminare i
tuoi studi, sposarti , avere bambini, guadagnarti da vivere o fare
carriera. Puoi invidiare gli altri che riescono a fare tutte queste cose.
Colpa — ti senti in colpa se non riesci ad adempiere le tue
responsabilità come moglie o marito. La colpa può essere insopportabile se
come madre non sei in grado di fare tutto ciò che vorresti per i tuoi
bambini; ed è più intensa se senti di essere un peso per gli altri –
specialmente se hai bisogno di aiuto per la tua cura e igiene personale -.
Se percepisci del risentimento da parte di quelli dai quali dipendi puoi
sentirti in colpa ma anche ferito.
Paura – se la tua malattia è potenzialmente progressiva
vivi nel timore del futuro e sei allarmato da ogni cambiamento, reale o
immaginato, nella tua condizione. Sei anche tormentato da paure riguardanti
la tua famiglia. Se hai dei figli piccoli – ti preoccupi- cosa succederà a
loro se qualcosa accadesse a te? Se dipendi dai tuoi genitori o dal tuo
compagno per le tue cure personali, ti preoccupi- cosa accadrà a te se
qualcosa accadesse a loro? Benchè tu sappia che è improbabile, il pensiero
potrebbe affacciarsi lo stesso nella tua mente: che cosa accadrebbe se il
tuo compagno si stancasse di prendersi cura di te e ti lasciasse? Cosa
faresti allora?
SOLLIEVO EMOTIVO
Anche se pensi
che le tue reazioni emotive possano essere comuni, se tu ti critichi per
questi sentimenti, puoi soffrire più di quanto non sia necessario. Se è
così, puoi guadagnare sia più comprensione che una maggiore auto-
accettazione condividendo i tuoi sentimenti con un membro della tua
famiglia o un amico sensibile a quello che provi e che sappia ascoltare.
Puoi anche usare questo articolo come una base, uno spunto per iniziare a
parlare dei tuoi sentimenti.
uoi anche alleggerire il tuo peso emozionale condividendo i tuoi
sentimenti, le tue emozioni in un gruppo di supporto. Se queste risorse non
sono sufficienti per te, puoi trarre beneficio da un "counselor"
professionale, come uno psicologo clinico o uno psicoterapeuta. Questo
genere di sostegno non solo ti aiuterà ad alleviare il sentimento di colpa,
l’apprensione, l’ansia, ma ti potrà fornire, con il tuo aiuto, una nuova
prospettiva per vivere e fronteggiare meglio la tua malattia.
E’ importante che tu tenga in mente che, mentre non sei responsabile per la tua
malattia, sei responsabile di quello che fai o non fai per aiutarti a
convivere con essa. Spero che tu sarai un buon "helper"
(lett. = aiutante).
|
|
|
|