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«Charcot
Marie Tooth e Neuropatie correlate, RELAZIONE DEGLI INTERVENTI Cari amici, Il Presto sarà disponibile un CD con gli
interventi dei medici di cui avremo l’autorizzazione, che potete richiedere
pagando le spese sostenute. Il gruppo di Gestione ACMT-RETE
Prima di illustravi gli interventi dei medici e specialisti, vi
presentiamo le diapositive dei lavori dell’Associazione che sono stati presentati
ai partecipanti del Congresso. Questi lavori sono stati realizzati anche con
il vostro contributo, infatti sono stati elaborati grazie alle vostre
risposte nei questionari nel corso degli anni. Potete vederli cliccando sui titoli. Ø
Diapositive
di presentazione dell’Associazione e i suoi scopi. Ø Questionario
sui risultati degli interventi chirurgici nelle neuropatie. Ø
Questionario
della Suddivisione della provenienza e incidenza regionale delle neuropatie. Ø
Diapositive
di presentazione degli Ausili utili nelle neuropatie. VENERDI “Genitori
nonostante” Dott.ssa Luciana Parati – Psicologa Laureata in Psicologia del Lavoro e delle
Organizzazioni presso l’università di
Padova e in seguito si è specializzata presso la Scuola Italiana di
Psicosocioanalisi. Luciana è psicologa e madre Daniel, delizioso
e vispo bambino che ha di recente adottato e che abbiamo tutti potuto
conoscere al Congresso. Luciana è anche affetta dalla malattia di Charcot
Marie Tooth ed ha accettato di venire a raccontarci come ha deciso di
affrontare una maternità senza intercorrere nel rischio di trasmettere la
patologia ad un altro essere umano. Come si può rivedere anche in altri
interventi successivi, la CMT è trasmissibile al Infine Luciana ci ha parlato della Legge Come associazione, l’obiettivo dell’intervento di Luciana, è stato
quello di sensibilizzare tutte le coppie presenti affinché la scelta di una
procreazione venga affrontata con consapevolezza, la consapevolezza che nasce
dalla conoscenza della malattia e dei rischi correlati. Se si è un portatore
di CMT conoscitore del dato che potrei far nascere un figlio a sua volta
affetto e a sua volta portatore/trasmettitore e se sono conoscitore del fatto
che la manifestazione dei sintomi è differente per ciascun soggetto e che mio
figlio potrebbe accusare una gravità sintomatica diversa dalla mia, se ho
tale consapevolezza, allora sono pronto a decidere se mettere al mondo una
creatura oppure no. Se so che oggi, per alcune forme di CMT (che vedremo
nell’intervento successivo) la scienza mi aiuta a stabilire una diagnosi
precisa su me stesso e sul feto, posso decidere di diminuire i rischi di
trasmissibilità. Solo con coscienza e conoscenza, a nostro parere, è
rispettabile anche la scelta di far nascere un bambino col rischio di una CMT
poiché il genitore sarà libero dai sensi di colpa e soprattutto sarà
preparato ad aiutare il proprio bambino a convivere con la malattia. L’Associazione ringrazia Luciana che ha voluto condividere con noi
questa esperienza di vita. (a cura
di Dona)
"Pensare ad
un figlio: le informazioni, l'assistenza, le scelte" Dott. Stefano GOLDWURM – Genetista e Neurologo Il Dott. Goldwurm
lavora alla “Genetica
Medica” della Clinica Mangiagalli di Milano. E’ spettato a lui il
compito di esporre gli aspetti genetici della CMT come ormai facciamo ogni
anno, partendo dalla storica classificazione: CMT- Alla luce di quanto scoperto è evidente che la CMT è una malattia
altamente ereditaria. La scelta quindi può essere quella di non far nascere
un bambino oppure di correre il rischio oppure là dove è possibile fare una
diagnosi prenatale. Nonostante la ricerca negli ultimi anni abbia fatto passi
da gigante, non per tutte le forme è stato identificato il difetto genetico e
ciò limita la diagnosi prenatale. Sono in realtà poche oggi le forme come ad
esempio la CMT Ringraziamo il Dott. Goldwurm che insieme all’équipe dell’Unità di
Genetica Medica si è reso disponibile a collaborare con la nostra
associazione al fine di aiutare le nostre giovani coppie ad affrontare una
genitorialità consapevole. (a cura
di Dona)
SABATO “Manifestazioni
sensoriali nella malattia di Charcot Marie Tooth” Prof. Franco Gemignani – Neurologo Nel suo intervento al
Quarto Congresso ha parlato del coinvolgimento dei nervi sensori nella
Charcot-Marie-Tooth (CMT), fenomeno che conosciamo molto bene. Il suo lavoro
consisteva nello stimare quanto sono coinvolti i nervi sensori, analizzando Ha ricercato i vari
disturbi alla sensibilità, cercando di valutare anche quella che viene
chiamata la “sindrome delle gambe
senza riposo (RLS)” che solitamente si associa a varie polineuropatie,
acquisite ed ereditarie. Nella malattia di Charcot-Marie-Tooth: abbiamo la
CMT Stessa cosa per le altre forme di dolore di neuropatia abbiamo una
netta prevalenza nelle forme di CMT
Piccolo dizionario delle: ALTERAZIONI DELLA SENSIBILITA’ ·
Ipo-anestesia: diminuzione o assenza di sensibilità. ·
Sintomi sensitivi positivi: sensazioni abnormi dovute a irritazione dei
nervi sensitivi. ·
Parestesie: sensazioni abnormi a tonalità affettiva indifferente. ·
Disestesie: sensazioni abnormi a carattere sgradevole. ·
Dolore neuropatico dovuto a lesione o malattia del sistema nervoso, o
sostenuto da alterata elaborazione somatosensoriale a tali livelli. ·
Dolore nocicettivo commensurato al danno tissutale associato a una
lesione somatica o viscerale definita. ·
Allodinia dolore evocato da stimoli normalmente non dolorosi (a cura
di Fiore)
“Alimentazione e
stile di vita: quanto influiscono nella progressione della patologia? Ruolo
dei fattori epigenetici nel determinare la variabilità clinica della CMT Dott.ssa Marina Grandis – Neurologa Del Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e
Genetica della Facoltà di Medicina – Genova. Ha presentato un lavoro
sull’indagine dell’influenza dello stile di vita sulla neuropatia. E’ noto
che i pazienti affetti da CMT possano presentare quadri clinici
caratterizzati da un’estrema variabilità sia inter che intra familiare. E’ possibile spiegare
questo fenomeno, che chiameremo variabilità fenotipica, in modi differenti: ·
La gravità
clinica è influenzata da fattori ambientali e stili di vita. ·
La gravità
clinica è influenzata da altri geni, che modificano (geni modificatori),
l’impatto del difetto genico principale. ·
La gravità
clinica è influenzata da fattori ambientali e genetici Scopo dello Studio Valutare l’impatto di
diversi fattori ambientali nell’influenzare la gravità clinica dei
pazienti affetti da CMT Il campione è composto
da Sintesi dei risultati Non sono state trovate
correlazioni significative tra disabilità clinica e:
Non sono state trovate
correlazioni significative tra disabilità clinica e:
CONCLUSIONI Ø
Nel nostro
campione abbiamo riscontrato una maggior disabilità clinica nelle femmine. Ø
Nel nostro
campione abbiamo documentato il fenomeno dell’anticipazione: comparsa più
precoce dei sintomi nei figli rispetto ai genitori. Ø
L’assalto
della malattia era nella prima decade in Ø
Incapacità
severa è stata osservata raramente, solo Ø
Nessuna
influenza chiara di genere di aumento della gravità clinica è stata osservata. Ø
E’ stata
osservata l’anticipazione genetica (inizio di manifestazione dei sintomi più
precoce nei figli rispetto al genitore affetto) in tutte le famiglie prese in
esame. (a cura
di Fiore)
“La malattia di
Charcot Marie Tooth: prospettive terapeutiche” Dott. Davide Pareyson – Neurologo Laureato
in Medicina e Chirurgia, specializzazione in Neurologia, specializzazione in
Neurofisiologia Clinica, dal L’intervento del Dott. Pareyson, intitolato “MALATTIA DI
CHARCOT-MARIE-TOOTH: PROSPETTIVE TERAPEUTICHE” ha avuto come argomento
principale le continue e confortanti notizie che provengono dalle varie parti
del mondo coinvolte nella ricerca di un trattamento possibile su pazienti
affetti da CMT. Ha comunque sottolineato quanto siano importanti i mezzi che
già fin d’ora abbiamo a disposizione per migliorare la qualità della nostra
vita come la correzione chirurgica delle retrazioni tendinee e delle
deformazioni scheletriche e la fisioterapia costante e continua nel
tempo. Fra i vari studi di ricerca
attualmente in corso nel mondo, il Dott. Pareyson ce ne ha esposti (a cura di Alex)
“La storia, lo
stato dell'arte della chirurgia nella CMT e le prospettive future alla luce
della chirurgia funzionale, relative luci ed ombre!” Dott. Luca Gaiani – Chirurgo Ortopedico Per la prima volta ad un nostro Congresso abbiamo voluto affrontare la
tematica della chirurgia in rapporto alla CMT e lo abbiamo fatto col dott. LUCA GAIANI specialista della CHIRURGIA DEL PIEDE E
CAVIGLIA presso l’ OSPEDALE CIVILE DI
IMOLA. La prima parte del suo intervento ci ha presentato l’ anatomia degli
arti superiori ed inferiori e la loro funzionalità come organi di senso e di
moto. Il loro movimento è legato ad un meccanismo naturale ma complesso e al
contempo molto delicato poiché si basa su equilibri di forze che quando
vengono compromessi causano deformità agli arti. I tendini hanno sicuramente
uno dei ruoli principali in tali meccanismi, di estensione ad esempio delle
dita o di sollevamento della punta dei piedi o ancora della rotazione
dell’arto. Nella Charcot Marie Tooth a causa dell’atrofia e
dell’indebolimento della forza muscolare e delle deformazioni ossee, i
tendini si accorciano compromettendo la meccanica dell’arto. Tra i tendini
più colpiti in questa patologia abbiamo i Peronei, l’ Achille, i Tibiali e i
Flessori che rientrano nei difetti meccanici tipici in un piede di CMT quali
ad esempio la caduta dell’ avampiede, la rotazione del calcagno, la cavità
plantare, la retrazione delle dita. Le deformità dei piedi possono essere
trattate attraverso un intervento riabilitativo con l’utilizzo di ortesi se
le parti sono flessibili oppure scegliendo l’intervento chirurgico in un
quadro di rigidità non recuperabile altrimenti. Il trattamento chirurgico
classico prevede l’ intervento sulle “parti molli” come ALLUNGAMENTO DEI
TENDINI, FASCIOTOMIE PLANTARI, TRASFERIMENTO DEI TENDINI, e sulle ossa come
OSTEOTOMIE DELL’AVAMPIEDE E DEL RETROPIEDE e ARTRODESI INTERFALANGEE E DEL
RETROPIEDE. Il Dott. Gaiani ci ha raccontata in maniera molto semplice e chiara
come avviene ogni singolo intervento e quali sono le tecniche comunemente
utilizzate. Attraverso le diapositive e le sue descrizioni ci ha preso per
mano e ci ha portato in sala operatoria dove abbiamo potuto osservare e
capire cosa hanno fatto sui nostri piedi o cosa si potrebbe fare per
migliorare la loro funzionalità. La
nostra associazione come saprete sta lavorando da due anni ad un sondaggio
sulla “Chirurgia e CMT” per cercare di individuare problemi e benefici. Ad
oggi i risultati non portano a niente di significativo poiché l’ago della
bilancia oscilla a metà via tra pareri e dati positivi e quelli negativi.
Riteniamo però che davanti ad un quadro di CMT con una compromissione seria
della funzionalità del piede non
compensabile tramite trattamento riabilitativo sia doverosa una
valutazione chirurgica. Un buon ortopedico è però colui che non interviene
sempre e per forza e soprattutto tiene in considerazione le caratteristiche
di una patologia che è progressiva ed è degenerazione del nervo ma anche
atrofia muscolare. Per questo l ’ACMT-RETE ha individuato nel Dott. Gaiani
non solo un chirurgo di grande competenza ma anche un buon collaboratore
capace di personalizzare l’intervento alla luce delle caratteristiche e delle
variabili di una Charcot Marie Tooth, ma soprattutto predisposto ad un
confronto umano con il paziente di condivisione della scelta chirurgica. (a cura
di Dona)
"Problemi
posturo-dinamici e CMT: il movimento tra riabilitazione e attività
fisica" Dott.ssa Antonella Biroli – Fisiatra e fisioterapisti Sig.ra Sabrina Mozzi e Sig.ra Enrica Agù La Dott.ssa Biroli
Antonella è Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione presso l’Ospedale
San Giovanni Bosco ed è responsabile del Servizio di Riabilitazione Perineale
rivolto alla prevenzione, diagnosi e cura della incontinenza urinaria e
fecale, della stipsi, e delle sindromi dolorose pelviche. Collabora con ACMT-RETE da quasi ci ha portato preziosi consigli per l’ autotrattamento fisioterapico
nella CMT con la premessa che il miglior trattamento è sempre quello
personalizzato poiché ogni paziente ha proprie caratteristiche ed esigenze.
Anche il ruolo del riabilitatore è fondamentale e non può mai essere
sostituito da un autotrattamento ma sempre affiancato. Prima di passare alla dimostrazione pratica degli esercizi la Dott.ssa
Biroli ci ha descritto gli elementi del nostro organismo che sono addetti al
controllo della postura e del movimento parlando di SISTEMI, sistema motorio,
visivo, vestibolare, sensoriale, connettivale. Alcuni di questi sistemi nella
sindrome di Charcot Marie Tooth sono compromessi come il SISTEMA MOTORIO e il
SISTEMA SENSORIALE e quello CONNETTIVALE mentre restano integri solitamente
quello vestibolare e visivo. Il sistema motorio si regge sull’equilibrio
dinamico tra muscoli antagonisti e agonisti, basta un’ alterazione delle
forze e comunque di ognuno degli elementi che partecipano alla mobilità per
compromettere il sistema. Il sistema
sensitivo può avere un deficit di diverso grado ma è forse il più difficile
da compensare poiché non esiste movimento corretto senza il controllo
sensoriale. Non si tratta solo di sensitività tattile e pressoria ma anche
della percezione del nostro movimento e della posizione del nostro
corpo. Nella CMT le cause di problemi
di postura e movimento sono legate al DEFICIT MOTORIO, DEFICIT SENSITIVO e
alle DEFORMITA’. I problemi comuni sono RETRAZIONI MUSCOLOFASCIALI DITA E
PIEDE, ALTERATO APPOGGIO DEL PIEDE, COMPENSI DI ANCA E GINOCCHIO E COLONNA,
CONTROLLO DELL’EQUILIBRIO La riabilitazione è un processo di risoluzione di problemi e di
educazione con lo scopo di portare una persona disabile a raggiungere il
miglior livello di vita possibile sul piano fisico funzionale sociale ed
emozionale, pur nell’ambito della menomazione e della qualita’ e quantita’
delle risorse disponibili. L’attività fisioterapica deve essere moderata
tarata sulla prestazionalità individuale, regolare ( Qualsiasi esercizio fisico deve essere fatto senza affaticarsi,
esercizi stancanti sono poco produttivi e addirittura deleteri. Muoversi è
fondamentale e farlo nel miglior modo possibile è d’obbligo. L’
autoriabilitazione prevede utili massaggi circolari dell’ avampiede e della
pianta del piede, lo sfioramento e lo sfioramento e srotolamento del
polpaccio, l’ allungamento e stiramento tendineo, la mobilizzazione di tutte
le articolazioni dell’arto inferiore,
camminare o stare in piedi più volte al giorno, fare bagni caldi prima
di effettuare gli esercizi. Le due fisioterapiste con l’aiuto di una nostra
volontaria ci hanno egregiamente dimostrato ogni esercizio. Per mantenere la
funzionalità delle mani si possono fare esercizi dolci di estensione e
movimento delle dita e comunque svolgere attività quotidiane manuali. Anche la respirazione ha un ruolo fondamentale e durante
l’auto-riabilitazione è importante fare respiri profondi con pausa tra
inspirazione ed espirazione, oppure eseguire una espirazione lunga senza
forzare. Le fisioterapiste ci hanno poi fornito consigli utili come verificare la presenza
di calli e /o arrossamenti, proteggersi dal freddo, fare attenzione a dove si
mettono i piedi (terreni accidentati, buche, tappeti, moquettes…). Un discorso a sé va fatto per la STRUMPELL-LORRAIN dove il problema è
molto diverso ed è a livello degli elaboratori centrali, il comando è
sbagliato (voglio eseguire un movimento e ne ottengo uno diverso, meno
specializzato), prevale l’ipertono. In questa patologia che non fa parte
delle CMT è importante controllare l’ipertono, controllare le retrazioni
conseguenti, non mirare al rinforzo, mirare al controllo del movimento,
mirare alla performance più sicura e meno faticosa. (a cura
di Dona)
"Laboratorio
riabilitativo nel paziente affetto da CMT” Dott. Francesco Ferraro – Fisiatra e fisioterapista Sig.
Claudio Rossi e Mirella Gardini, neolaureanda in fisiatria. Il Dott. Ferraro ha conseguito:
specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione conseguita presso l'Università degli
Studi di Parma
nel Il laboratorio di Parma
ci ha illustrato cos’è un laboratorio
riabilitativo: è l’insieme di procedure diagnostiche e terapeutiche
riabilitative da parte di un team
(psicologo, ortopedico, tecnico ortopedico, fisiatra, fisioterapista, genetista,
neurologo e terapista occupazionale), che mira al raggiungimento di obiettivi per i reali bisogni del paziente. Le problematiche
più studiate dal laboratorio di Parma
sono state: ipostenia ed ipotrofia
muscolare distale degli arti inferiori, ipoestesia (deficit della
sensibilità) superficiale e profonda, il piede cavo, i dolori metatarsali e lombari, i crampi notturni e la sindrome delle gambe senza
riposo, lo steppage (lancio della gamba in avanti e in alto durante il
cammino) e l’atassia (deficit della coordinazione dei movimenti). Quelle invece poco analizzate sono state il deficit della manualità fine
, la fatica, gli stati ansioso-depressivi. Al momento non esiste nessuna
terapia già scientificamente stabilita, per cui il laboratorio di Parma si
concentra su: un approccio
multidisciplinare con professionisti che abbiano specifiche competenze nella
CMT (lavoro in team), la presa in carico precoce del paziente, mirare ad obiettivi specifici per ognuno, e
controlli periodici. Da studi in
letteratura, si nota che nelle malattie neuromuscolari ,
l’attività muscolare deve essere fatta in modo da non
commettere alcuni errori: non eccedere nell’attività motoria , che può
portare ad un’ipertrofia delle fibre e della loro degenerazione, che potrebbe causare periodi di riposo prolungati e comparsa di
dolori, ma neppure una riduzione
eccessiva dell’attività motoria che
potrebbe causare una sempre minore
attività fisica. Quindi il trattamento in ogni paziente affetto da CMT deve
nascere proprio dalla conoscenza
approfondita della malattia e del paziente. I movimenti dovranno essere:
funzionali, globali, motivanti, realizzabili e ludici. Tenendo in considerazione che il paziente CMT si stanca facilmente, ha dolori articolari diffusi, può presentare alterazioni dell’umore, ci
possono essere modificazioni anche ai muscoli sani, il laboratorio si pone
come primo obiettivo: prevenire e trattare le deformità articolari e il dolore, recuperare la normale estensibilità
muscolare, riorganizzare la postura
globale, e lavorare sulla rieducazione
respiratoria. Come secondo obiettivo: un cauto rinforzo muscolare
globale, migliorare l’equilibrio per prevenire cadute, migliorare il
cammino, migliorare la funzionalità
delle mani, ridurre la fatica. Come comincia la valutazione di un paziente CMT: Anamnesi, esame neurologico, quantificazione
del dolore, quantificazione del deficit motorio, valutazione dei disturbi dell’equilibrio. Valutazione funzionale degli arti superiori,
valutazione della fatica, valutazione del disturbo del cammino, valutazione
della partecipazione. Poi ancora
valutazione strumentale con l’analisi del cammino (emg di superficie,
basografia), valutazione della mano (pinzometro, dinamometro) . Esistono numerosi lavori sulle problematiche dell’arto inferiore e pochi lavori
sulla funzionalità dell’arto superiore. Sugli arti superiori
si lavora sulla ipostenia (poca forza) e ipotrofia (poca tonicità) dei
muscoli interossei e
lombricali, sulla mancata
stabilizzazione delle
metacarpofalangee, sulla prevalenza della muscolatura estensoria ed
atteggiamento della mano (ad artiglio), sulla difficolta nella mainipolazione
di oggetti di piccole dimensioni.. La casistica del
laboratorio di Parma: Gli obiettivi sono
quelli di valutare i deficit motori, quantificarne l’entità con il dinamometro, valutare gli eventuali
deficit funzionali mediante la scala DASH (disability Arm Shoulder
Hand ) e confrontare i risultati
funzionali con i dati strumentali. Valutazione strumentale: Risultato: tutti i
pazienti del laboratorio presentano un
deficit di forza, maggiore a
destra. Risultato: il deficit funzionale rilevato con la DASH è
di lieve entità. Non c’è nessuna correlazione statisticamente
significativa tra dati funzionali e strumentali. Nessuna differenza tra i
pazienti con CMT L’interpretazione dei
risultati: deficit quantificabile ma non percepito nella sua entità dal
paziente, presenza di ipostenia più
marcata nella mano destra. Per il Dott.Ferraro non
ci sono conclusioni sul suo
intervento, il loro laboratorio riabilitativo è un’esperienza continua che
deve coinvolgere tutti i professionisti interessati ed i pazienti al fine di
trovare soluzioni sempre più
aggiornate ai bisogni dei pazienti con CMT. Infine i fisioterapisti
del laboratorio hanno proiettato filmati e diapositive sugli esercizi di
riabilitazione e hanno poi dato una
dimostrazione pratica. (a cura di Rita)
DOMENICA “Gli adattamenti di un autoveicolo per
consentire la guida ad una persona con disabilità motoria” Massimo Improta – Ingenere L’ingegnere Massimo Improta è laureato in
Ingegneria Elettronica con indirizzo
biomedico. Lavora al Centro Protesi INAIL di Budrio (BO), rivesto il ruolo di
Caposettore del “settore mobilità in auto” del reparto “Ausili”. In tale ambito, le
attività promosse sono: §
Consulenza
per la valutazione delle abilità del disabile nel condurre e/o accedere al
veicolo §
Consulenza tecnica
per la valutazione di soluzioni personalizzate da applicare al veicolo per
agevolare la guida, l’accesso o il trasporto della persona disabile §
Allestimento
di autoveicoli per persone con disabilità, attraverso l’autofficina del
Centro Protesi Inail §
Gestione dei
rapporti commerciali con i fornitori di allestimenti speciali per autovetture
e con le differenti case automobilistiche §
Coordinamento
della attività di ricerca e sviluppo §
Promozione
di collaborazioni con gli organi istituzionali (MCTC, Commissioni Mediche)
deputati al rilascio della patente di guida speciale Da ormai diversi anni,
svolge attività di consulenza nel settore della mobilità in auto,
rivolgendosi sia a coloro che devono conseguire la patente speciale sia a
coloro che, non risultando idonei al conseguimento della patente, desiderano
allestire il veicolo per un accesso ed un trasporto comodo e sicuro.
Nell’ambito di tali attività di consulenza, particolare attenzione è stata
posta nella analisi delle capacità di guida di soggetti con menomazioni a più
arti (a causa di traumi, malformazioni congenite o patologie degenerative).
L’obiettivo principale di tali studi è valutare quali siano i dispositivi
tecnici che possano garantire non solo una guida ottimale, impiegando tutte
le abilità del ma anche un accesso semplice e sicuro; dispositivi che,
successivamente, saranno personalizzati nel lavoro di adattamento eseguito
presso il CP. Nel corso
dell’intervento programmato, ha presentato brevemente le attività del Centro
Protesi nel settore della mobilità, sono stati commentati alcuni filmati che
evidenziano come anche una persona affetta da gravi limitazioni funzionali,
possa condurre con sicurezza un autoveicolo. Nell’ambito della presentazione,
inoltre, sono stati affrontati anche tematiche di rilievo per i partecipanti
al convegno, quali l’utilizzo dei comandi a pedale con il supporto di ortesi
(molla di codivilla). Nello specifico, al di la di tutti i dispositivi che si
possono utilizzare per migliorare ed ottimizzare la nostra guida, è emerso
che chi utilizza le ortesi per guidare deve essere in possesso della patente
di guida speciale. Questo tipo di patente ci permette di usufruire di tutta
una serie di agevolazioni fiscali, permessi di transito e sosta, evita
contestazioni da parte delle assicurazioni
e degli agenti del traffico. (a cura
di Fiore)
Ricordiamo che tutti gli specialisti
intervenuti al Quarto Congresso ACMT-RETE sono a vostra disposizione per
informazioni, chiarimenti o prenotazioni di visite – li trovate nella pagina
MEDCENTER o ruotHabile della prima pagina del sito. Qui sotto le e-mail.
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