Saverio
da Napoli
La mia storia.
Ciao, sono Saverio da
Napoli.
Ho ereditato la cmt da
mia madre, ma l'ho saputo nel 1999, cioè quando avevo 27 anni. Fino a quel
momento nessun medico aveva saputo dirmi che cosa avessi, mentre mia madre
era stata da ragazzina operata per polimelite, diagnosi che si è portata
dietro per 50 anni e che solo ora ha rigettato. Già dall'età di 5 anni gli
amichetti mi deridevano per la mia goffaggine nei movimenti e gli adulti mi
attribuivano pigrizia e disattenzione: ma questo è solo l'aspetto negativo
della mia cmt.
Già da piccolo,
infatti, ho sempre incontrato quell'amichetto che mi aiutava a superare
l'ostacolo più impervio, permettendomi una vita quasi normale: inoltre, il
mio organismo reagì alla malattia sviluppando oltre il normale le facoltà
mentali, come la riflessione e l'intuito: ne seguirono successi scolastici a
ripetizione e la stima degli stessi adulti di cui sopra.
Nessuno sceglierebbe di
vivere con la cmt, e nemmeno io: ma l'avere nella vita un problema non mi fa
sentire più uno "sfigato": la mia vita è stata finora un viaggio splendido
e non la cambierei con quella di nessuno! Nell'adolescenza ebbi poi un'altra
grave malattia, da cui comunque guarii.
Una sfiducia che allora
avevo in tutto ed in tutti, intanto, mi portava ad un continuo stato di
all'erta, ad una voglia di non dipendere che mi costava una fatica terribile.
Non so quanta di questa sfiducia sia collegabile alla cmt: chissà se l'avrei
avuta anche se fossi nato "normale". Sta di fatto che il mio
equilibrio psicologico era in pericolo, la solitudine avanzava; da alcuni
anni a questa parte però ho iniziato una vita più aperta al nuovo e all'amicizia,
con bei risultati.
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