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Renzo da Bologna

La mia storia

Ciao a tutti, mi chiamo Renzo, ho 37 anni (20/06/1965), e sono nato in un paesino del Polesine di nome Scardovari nella provincia di Rovigo. All’età di un anno (Novembre 1966) ci siamo trasferiti in provincia di Bologna, a Bentivoglio, per via dell’alluvione provocata dal fiume Po, e qui ho trascorso tutta la mia vita. Devo affermare che sin dai miei primi anni di vita mi sono subito reso conto che non ero uguale agli altri bambini, pur camminando non riuscivo a fare quello che facevano gli altri, correvo piano, se cadevo non riuscivo a rialzarmi se non avevo un appiglio cui appoggiarmi, e le scale riuscivo a farle solo con l’aiuto di qualcuno, oppure se vi era presente una ringhiera. Una costante è sempre stata presente nella mia malattia, in pratica non ho mai avuto l’equilibrio, nel senso che riuscivo benissimo a stare in piedi però ero sempre appoggiato a qualcosa, un muro, un tavolo, una sedia, eccetera. Quindi sapevo già d’essere disabile, e forse la mia “fortuna” è stata proprio quella di nascere assieme alla malattia, patologia che subito ha fatto vedere di che pasta era, pertanto non ho mai saputo cosa c’è dall’altra parte della barricata, nel senso che non ho mai avuto una vita simile alle altre persone cosiddette normali..

Tuttavia pur nelle mie difficoltà ho frequentato le scuole in modo normale, credo di aver avuto degli splendidi compagni che capendo i miei problemi mi hanno sempre sostenuto, e se alla fine sono riuscito ad ottenere il diploma di ragioneria questo lo devo anche a loro.

Ma torniamo alla malattia, nei miei primi anni di vita ha avuto un decorso molto lento, in ogni caso a quel tempo ho fatto parecchie visite mediche, e spesso sono stato ricoverato in ospedale per vari controlli, molti pensavano che avessi la distrofia muscolare. All’età di 10 anni fui operato al piede destro poiché tendevo a camminare sulla caviglia, l’intervento fu svolto presso il Centro Traumatologico di Bologna e riuscì perfettamente, tant’è che l’anno successivo (1976) operarono anche il piede sinistro con lo stesso successo. Intanto crescevo, e con me anche la mia malattia, durante alcuni controlli gli specialisti mi consigliarono di portare un busto correttivo per via del fatto che cominciavo ad avere segnali di scoliosi, busto che ho portato per un paio d’anni, e che secondo il mio punto di vista mi ha provocato qualche danno.

Verso il 1980 (avevo 15 anni) un dottore di Bologna ha voluto capirci di più sulla mia malattia, e dopo una serie di controlli con tanto di elettromiografia mi diagnosticava che avevo una NEUROPATIA EREDITARIA SENSITIVO MOTORIA, e che probabilmente era arrivata ad un punto di stabilità. Purtroppo non è stato proprio così, l’affaticamento nel camminare si faceva sentire anno dopo anno, mentre gli arti superiori, pur non avendo una gran forza, rispondevano molto bene cosa che mi ha permesso di lavorare come impiegato presso una banca di Bologna (Credito Romagnolo, ora Rolo Banca 1473). Dopo i vent’anni la mia malattia ha iniziato a galoppare più del solito, cose che riuscivo a fare qualche anno prima cominciavano ad essere molto difficili, come ad esempio camminare, ormai cominciavo ad accusare una grossa stanchezza nei lunghi percorsi (sempre accompagnato da qualcuno), però tutto sommato ero ancora “abbastanza autonomo”, soprattutto in casa dove mi muovevo a mio agio, e questo mi bastava. Nel 1993 il neurologo che mi seguiva sin dagli anni 80 volle fare un ulteriore test, sia a me sia ai miei genitori, a me fece un prelievo del sangue, e credo anche ai miei genitori, ma francamente qui non mi ricordo bene. Dopo qualche mese ricevetti il risultato, e fui diagnosticato di avere la sindrome di Charcot Marie Tooth tipo 1A. Devo ammettere che la notizia mi ha lasciato abbastanza indifferente, però perlomeno ora avevo una base sulla quale muovermi. Sempre nel 1993 (in luglio) mi licenziai dal lavoro dopo quasi sette anni di banca, ormai mi sentivo sempre più stanco, quindi, nonostante il periodo particolare che l’Italia stava passando (eravamo in piena tangentopoli, e la mafia piazzava bombe di qua e di là), riuscii ad andare in pensione, e francamente la cosa non mi dispiaceva. Nel frattempo si ammalava mia madre per poi morire un anno dopo a causa di un tumore, e per me veniva a mancare un grosso aiuto.

Alcuni mesi dopo il mio licenziamento una bella mattina mentre andavo in bagno accusai un forte dolore alla gamba sinistra e fui costretto a buttarmi per terra, andai subito al pronto soccorso e fortunatamente non trovarono nulla di rotto, però da quel momento in poi (aprile 1994), la gamba non è più stata la stessa, se provavo a mettermi in piedi questa era molto debole, e tendeva subito a piegarsi. Da allora non sono stato più in grado di camminare, e la carrozzina è diventata la mia compagna giornaliera. La CMT per contro progrediva sempre di più fino a farmi avere dei problemi di carattere respiratorio che mi costringono ora ad usare un ventilatore meccanico durante la notte.

Ecco qua un po’ la mia storia, che credo non sia molto dissimile da quella degli altri affetti da CMT, anche se mi sono reso conto che non tutte le forme sono proprio uguali, e che i gradi di gravità sono molto diversi tra loro.

Che dire ancora, io non so cosa potrà mai riservare per me e per gli altri il futuro, e da quando son nato che sento dire frasi del tipo “Ormai siamo vicini alla cura, anche se per avere dei risultati bisognerà aspettare venti o trent’anni”, sì è innegabile che la medicina abbia migliorato la qualità di vita delle persone, purtroppo devo costatare che la CMT al momento è un nemico imbattibile, e le armi a mia disposizione sono quasi inesistenti.

In ogni modo cerco di vivere la vita alla giornata, sperando a questo punto anche in un colpo di fortuna, e null’altro.

Se qualcuno di voi si riconosce in questa storia può scrivermi tranquillamente sarò ben lieto di scambiare le mie opinioni con le vostre.

Un caloroso saluto, e mi raccomando, stiamo all’erta. RENZO

 

Indirizzi

Posta elettronica:

wac905@libero.it

Pagina sul WEB:

http://utenti.lycos.it/ct905

Telefono casa:

051-6640424

Cellulare:

333-7690011

 

Dati personali

Nato a Scardovari, Comune di Porto Tolle (RO), il 20/06/1965.

Diplomato in Ragioneria. Ex impiegato di banca presso il Credito Romagnolo (Bologna)

Non sono sposato e vivo assieme a mio padre.

Interessi

Sono radioamatore (IK4QJM) e CB (WAC 905).

Sono appassionato di ricezione TV via satellite.

Amo la corrispondenza via lettera, o tramite E-mail

Seguo il calcio e tifo per la Juventus

 

 

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