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Benvenuto alle sorelle Angela e Francesca dal Trentino

 

 

… ed anche nella mia vita, prima o poi, un debole sole apparirà in un cielo meravigliosamente azzurro.

 


Ciao a tutti!
Mi presento: mi chiamo Angela, e se avete voglia di conoscermi eccomi qui a raccontarvi la mia storia.

Sono nata trentotto anni fa e già da piccolina ho avuto i miei problemi e nello specifico sono nata con i piedi piatti. Per tanti anni ho portato le scarpe ortopediche, plantari, e docce notturne. Col passare degli anni i piedi piano, piano, miglioravano e arrivata all’età dello sviluppo ho subito un mutamento dei piedi. I piedi, per circa un anno, mi sembravano piedi normali come tutti i miei compagni di scuola o ragazzine della stessa età. Purtroppo da quel momento iniziavano i problemi. I piedi iniziarono a farmi male e diventavano velocemente cavi e le dita si ridussero altrettanto velocemente; sembravano dei gnocchetti. Col consiglio di un ortopedico fui ricoverata nell’ospedale Civile di Brescia, dove fui trattata come si dice da “cavia”.  Non avevano mai visto, in una ragazzina di 14 anni una cosa del genere. Mi fecero tanti esami e tante elettromiografie che all’epoca  erano tanti, tanti, tanti aghi e tante prove e tentativi con scosse sempre più forti e dolorose. I crampi e l’incubo degli aghi nelle notti erano tanti e dolorosi. Fui ricoverata diverse volte sempre con gli stessi esami per verificare cosa cambiava a distanza di tre/sei mesi; ma in breve, nel settembre del 1985, mi fu detto che ero affetta da una malattia non ancora ben conosciuta, perciò fui dimessa con la seguente diagnosi: probabile Morbo di Charcot Marie Tooth, controlli elettromiografici ogni anno o due, esonero dalle attività ginniche scolastiche e nel consegnarmi la cartella clinica un dottore mi disse: “… sei una ragazzina speciale, fai finta di niente e metti nel cassetto la malattia, non ti devi stancare e vivi il più serenamente e tranquillamente la tua vita”.

Tornata a casa i dolori non calavano e le dita facevano un certo effetto, grazie all’incontro con un grande “angelo” che con la sua pranoterapia e massaggi alle dita dei piedi riuscì a raddrizzarli il più possibile e a fare passare i continui crampi notturni. La mia vita, suo malgrado, tornava abbastanza normale, ma il normale per me era non avere i riflessi dalle ginocchia in giù, non avere la sensibilità in entrambi i piedi, riduzione delle cadute con soventi cadute, con relative distorsioni alle caviglie e ginocchia sempre sbucciate (per non contare i buchi nei pantaloni) e stanchezza nel fare lunghe passeggiate. Trovai un lavoro per cui avevo studiato e in pratica quello di segretaria in un’impresa, ed entrai a far parte di un bel gruppo di giovani a livello di valle e mi sentii da subito accettata per quello che ero. Non aveva importanza se le mie gambe e i miei piedi non erano normali l’importante era esserci.

Nel 1992 incontrai sulla mia strada una persona molto speciale, alla quale dissi subito che non ero del tutto normale ma decidemmo di proseguire assieme il cammino di vita. Nel 1994 ci siamo sposati e devo dire che come mi è stato vicino e mi sosteneva 12 anni fa, lo continua a fare tuttora che le cose sono peggiorate. Ci amiamo e siamo complici in ogni decisione e cosa facciamo. Abbiamo tanta forza, fiducia fede e speranza e ci auguriamo queste cose non ci abbandonino mai.

Senza particolari difficoltà, e devo dire anche senza pensare minimamente alla malattia, sono diventata mamma per la prima volta nel 1996 e tutto andò nel migliore dei modi. Grazie al cielo non fu l’unico figlio che il Signore ci mandava, ne ebbi un altro nel 1999, una figlia nel 2000 e, a gran sorpresa, arrivò un altro maschietto nel 2003. Devo dire con gran sincerità che le prime tre gravidanze sono state tranquille e senza problemi particolari, ma durante l’ultima ebbi una brutta caduta che mi portò ad accusare ripetute sciatalgie. Mi dissero di stare a riposo e passavo da un anti - dolorifico ad un anti - infiammatorio all’altro senza risultati positivi. Decisi di rivolgermi ad un fisiatra e nel raccontargli la mia storia mi disse che probabilmente si era risvegliata la malattia chiamata ora CMT. Non vi dico cosa abbiamo passato io e mio marito in quei momenti, anche perché all’epoca non mi era stato detto esattamente cosa voleva dire essere affetti da questa malattia. Fui consigliata ad eseguire altri esami tra cui la diagnosi genetica che confermò una CMT 1a.

Oggi le mie condizioni non sono molto buone. Faccio uso della stampella per evitare di cadere. La gamba più colpita dalla malattia è la sinistra dove si sviluppata anche un’artrosi d’anca, con continue infiammazioni. Mi è stato suggerito un intervento per alleviarmi il continuo dolore il quale giorno dopo giorno diventa sempre più forte e faticoso da sopportare.

Vedremo il tempo cosa mi prospetta …

Spero vivamente di non avervi stufati o stancati nel leggere queste mie notizie. Sappiate comunque che anche se dobbiamo vivere con accanto questa brutta bestia, vale la pena vivere ogni momento della giornata con serenità e non illuderci che domani possa essere migliore, perché tante volte non lo è. Dobbiamo andare avanti con forza ed anche gioia nel vedere bimbi sani che saltano e corrono anche per noi!!!
Se avete voglia di conoscermi sono raggiungibile tramite telefono e la vecchia amica posta. Ciao a tutti e a presto…

                                                                                                           
Angela

 



Il mio nome è Francesca ho 37 anni e sono sorella di Angela.

E' stata proprio Angela a dirmi di iscrivermi all'Associazione, poiché anch'io ho la CMT1A. Ho scoperto di essere affetta da questa malattia un anno e mezzo fa, dopo avere compiuto un elettromiografia ed il Test genetico.

Questo è stato per me un fulmine a ciel sereno, perché infondo non ho mai avuto grandi difficoltà motorie o grandi dolori. Ho i piedi piatti e per questo da piccola ho portato scarpe ortopediche, plantari e tutori la notte. Certo che non ho mai potuto correre e saltare bene come gli altri bambinì e l'equilibrio non è stato mai molto presente (sempre meglio della situazione di Angela).
Ho iniziato a 14 anni a lavorare negli alberghi, all'inizio come cameriera di sala e dopo alcuni anni ho trovato impiego come segretaria d'albergo (come avevo studiato). Alla fine di una giornata di lavoro avevo, (ed ho) i piedi e le gambe stanche, ma con il tempo ho imparato a conoscere i miei limiti senza mai per questo abbattermi e pensando che tutto ciò era dipeso esclusivamente dal piede piatto.
Sono sposata con Antonio da nove anni, abbiamo due bei maschietti (5 e 7 anni) e tutti e due hanno il piede piatto.
La mia sicuramente è una forma lieve di CMT, anche se ultimamente vedo in me dei cambiamenti. In alcuni periodi lavoro in un albergo e questo mi aiuta molto perché fare la casalinga a tempo pieno non è la mia massima aspirazione!

Una cosa che mi da molta tristezza, ed anche sensi di colpa, è quando penso ai miei bambini, specialmente a Stefano (il più grande) che effettivamente è quello che fa più fatica nei movimenti (correre e saltare), ma grazie al cielo per il resto stanno bene.
Fra un paio di mesi andrò a fare un controllo elettromiografico e sono convinta che la mia situazione è peggiorata ed ho paura in cuor mio di avere la conferma di ciò.

Vi ringrazio e saluto cordialmente tutti.
Francesca

 

  Per scrivere:  cliccate su   Angela e Francesca  

(hanno una sola e-mail per adesso per cui specificate a chi volete scrivere)

  Per telefonare ad Angela: 328.5447424

  Per telefonare a Francesca: 347.6939471

 

 

 

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