Charcot-Marie-Tooth: Novità dal Congresso PNS 2025

Il congresso annuale della Peripheral Nerve Society (PNS) 2025 ha visto una partecipazione record di lavori dedicati alla Charcot-Marie-Tooth (CMT), la più frequente delle neuropatie ereditarie

La Peripheral Nerve Society (PNS) è la principale società scientifica internazionale dedicata allo studio, alla diagnosi e alla cura delle malattie dei nervi periferici. Ogni anno organizza un congresso mondiale che rappresenta il punto di riferimento per la comunità scientifica e clinica impegnata in questo settore, favorendo lo scambio di conoscenze tra ricercatori, clinici e associazioni di pazienti.

L’edizione 2025 del congresso PNS si è svolta a Edimburgo, in Scozia, dal 17 al 20 maggio, riunendo centinaia di specialisti da tutto il mondo. L’evento ha visto una partecipazione particolarmente attiva della comunità italiana e, in particolare, di ACMT-Rete, con la presenza del nostro referente scientifico, che ha preso parte ai lavori e seguito da vicino le principali novità riguardanti la Charcot-Marie-Tooth (CMT). L’occasione è stata utile anche per confrontarsi con ricercatori e clinici, nonché con i numerosi rappresentanti dell’associazioni di pazienti e le aziende farmaceutiche provenienti da tutto il mondo.

Questo report raccoglie e sintetizza i contributi più rilevanti presentati al congresso sul tema della CMT, con l’obiettivo di offrire una panoramica aggiornata e accessibile a pazienti, familiari e operatori sanitari. I lavori sono stati raggruppati per tematica di ricerca.

Sessione plenaria del PNS 2025

Sessione plenaria del PNS 2025

1. Diagnosi, Biomarcatori e Nuove Tecnologie

Diagnosi genetica e nuove tecnologie

  • Gruppo di Amsterdam UMC (Olanda), coordinato da Pieter van Doorn e Filip Eftimov, ha presentato dati su un registro globale (INCbase) che raccoglie dati clinici e genetici standardizzati su CMT, facilitando la diagnosi e la ricerca di nuovi geni.
  • Gruppo di Kagoshima University (Giappone) (Hiramatsu, Ando, Takashima): ha analizzato oltre 3.000 pazienti giapponesi, identificando la distribuzione dei geni più frequenti (GJB1, MFN2, MPZ) e sottolineando l’importanza di aggiornare costantemente i pannelli genetici.
  • Gruppo di Oxford (UK) e Miami (USA) (David Bennett, Stephan Züchner): ha presentato una revisione sistematica dei geni CMT, arrivando a 135 geni associati a 169 sottotipi, e sottolineando la necessità di strategie diagnostiche integrate.
  • Gruppo di Hasselt University (Belgio) (Dirkx, Wolfs, Van Den Bosch): ha sviluppato modelli in vitro da cellule staminali della polpa dentale di pazienti CMT1A, utili per testare farmaci e studiare la patogenesi.

Biomarcatori e outcome digitali

  • Gruppo UCL Queen Square Institute of Neurology, Londra (Mary Reilly, Jasper Morrow, Michael Shy, David Herrmann, Janet Sowden): ha validato la risonanza magnetica quantitativa (fat fraction) come biomarcatore sensibile di progressione nella CMT1A (studio ACT-CMT), mostrando che la progressione della malattia è meglio rilevata dall’aumento della componente lipidica muscolare rispetto ai test clinici tradizionali.
  • Gruppo University of Iowa (Michael Shy, Amanda Dragon, Xingyao Wu): ha presentato dati su microRNA plasmatici e trascritti cutanei come biomarcatori precoci e specifici per sottotipo.
  • Gruppo University of Sydney (Joshua Burns, Kayla Cornett, Gabrielle Donlevy): ha dimostrato la fattibilità e l’utilità di sensori indossabili per monitorare attività fisica, equilibrio e cammino nei bambini e adulti con CMT, anche a domicilio.

2. Terapie Innovative e Studi Preclinici

Terapie geniche e molecolari

  • Gruppo Aix Marseille University (Valérie Delague, Nathalie Bernard-Marissal, Marine Tessier): ha presentato risultati preclinici di terapia genica per CMT2A (MFN2) tramite vettori AAV, con ripristino della funzione mitocondriale e miglioramento della locomozione nei modelli animali.
  • Gruppo Hasselt University e KU Leuven (Belgio) (Kuipers, Libberecht, Vangansewinkel): ha mostrato che l’inibizione di ABCA1 migliora la differenziazione delle cellule di Schwann e corregge il deficit di colesterolo nella CMT1A.
  • Gruppo The Jackson Laboratory (Robert Burgess, Abigail Tadenev, Timothy Hines): ha dimostrato che l’inibizione della risposta integrata allo stress (ISR) e l’aumento di tRNA specifici possono prevenire la degenerazione assonale in modelli di CMT2D e altre forme legate a mutazioni nelle tRNA-sintetasi.
  • Gruppo University of Miami (Stephan Züchner, Adriana Rebelo): ha sviluppato modelli murini knock-in per nuove mutazioni (es. ITPR3) e testato strategie di exon-skipping con oligonucleotidi antisenso.

Target molecolari emergenti

  • Gruppo IRCCS San Raffaele Milano (Maurizio D’Antonio, Anke Claessens, Roberta De Blasis): ha evidenziato che la soppressione di SARM1 riduce la degenerazione assonale in modelli di CMT2J (MPZ-T124M), suggerendo SARM1 come target terapeutico trasversale.
  • Gruppo University of Antwerp (Vincent Timmerman, Stijn in’t Groen, Bieke Bekaert): ha sviluppato organoidi neuromuscolari 3D per studiare la mielinizzazione e le interazioni neurone-muscolo in CMT.

3. Aspetti Clinici, Riabilitazione e Qualità di Vita

Studi clinici e outcome

  • Gruppo IRCCS Carlo Besta Milano (Davide Pareyson, Chiara Pisciotta, Alessandro Bertini, Stefano Tozza): ha presentato studi longitudinali su CMT da GDAP1 e HSPB1, confermando la grande variabilità clinica e la necessità di strumenti di monitoraggio specifici.
  • Gruppo University of Sydney & INC (Marnee McKay, Kayla Cornett, Monica Marzouk): ha mostrato che la fatigue è un sintomo molto frequente e impattante nei bambini e adolescenti con CMT, con ricadute su attività scolastiche e sociali.
  • Gruppo italiano multicentrico (Serio, Bertini, Manganelli, Fabrizi, Schenone, Grandis, Previtali, Padua, Pisciotta, Pareyson): ha condotto il più ampio studio sulla fisioterapia nella CMT, evidenziando che il beneficio percepito è buono ma limitato nel tempo, e che quasi metà dei pazienti incontra difficoltà di accesso.

Nuovi strumenti digitali

  • Gruppo University of Rochester (David Herrmann, Katy Eichinger): ha validato la CMT Functional Outcome Measure (CMT-FOM) e la sua versione virtuale, dimostrando che la valutazione funzionale a distanza è affidabile anche nei bambini piccoli.
  • Gruppo internazionale INC (Mary Reilly, Michael Shy, Joshua Burns, David Herrmann): ha sviluppato piattaforme di training e certificazione per valutatori clinici, con materiali tradotti in più lingue (incluso l’italiano), per garantire uniformità nei trial globali.

4. Aspetti Ortopedici e Complicanze

  • Gruppo University of Iowa (Andrew Behrens, Don Anderson, Jason Wilken, Michael Shy): ha utilizzato la TAC in carico e modelli biomeccanici 3D per studiare il piede cavo nella CMT, mostrando che la deformità è più marcata rispetto alle forme idiopatiche e che l’arco trasverso gioca un ruolo chiave.
  • Gruppo University of Iowa (Bopha Chrea, Lauren Crowe, Amanda Dragon): ha evidenziato che la debolezza muscolare alla caviglia è il principale predittore dell’uso di ortesi, fornendo dati oggettivi per la prescrizione clinica.
  • Gruppo Scottish Rite for Children, Dallas (Michelle Christie, Rusty Hartman, Anthony Riccio): ha mostrato che la recidiva del piede torto idiopatico può essere spesso dovuta a neuropatie periferiche sottostanti, suggerendo la necessità di valutazione neurologica nei casi recidivanti.

5. Nuovi Geni e Meccanismi Patogenetici

  • Gruppo Aix Marseille Univ (Jihane Gadacha, Valérie Delague, Nathalie Bernard-Marissal): ha identificato KCTD11 come nuovo gene responsabile di una forma intermedia di CMT, convalidando il ruolo di questa proteina nella mielinizzazione.
  • Gruppo UCL Londra (Andrea Cortese, Mary Reilly, Henry Houlden): ha presentato dati su nuovi geni e varianti (es. POLR3A monoallelico, ARHGAP19), ampliando lo spettro genetico e suggerendo nuovi meccanismi patogenetici.
  • Gruppo The Jackson Laboratory (Felix Anim, Sarah Holbrook, Gregory Cox, Robert Burgess): ha dimostrato l’interazione tra IGHMBP2 e NEMF in modelli murini, suggerendo vie comuni tra CMT2S e altre neuropatie legate al controllo della qualità ribosomiale.

6. Aspetti Pediatrici e Internazionali

  • Gruppo IRCCS Carlo Besta Milano, Napoli, Messina, Verona, Genova, San Raffaele, Pisa: ha descritto la variabilità clinica e genetica della CMT in età pediatrica, sottolineando l’importanza di scale specifiche (CMTPedS, CMTInfS) per il monitoraggio.
  • Gruppo Siriraj Hospital, Mahidol University, Bangkok (Chonlada Inmongkol, Oranee Sanmaneechai): ha presentato la prima coorte pediatrica tailandese, mostrando la diversità genetica e la correlazione tra sottotipo e gravità clinica.
  • Gruppo internazionale INC Diversity Committee (Nicole Kressin, Gita Ramdharry, Tara Jones, Michael Shy): ha lavorato per migliorare l’accesso a diagnosi e trial per pazienti di tutte le etnie e aree geografiche, sviluppando strumenti multilingue e strategie di inclusione.

Conclusioni e lavori più rilevanti

I lavori più significativi per impatto clinico e prospettive future sono:

  • Validazione della risonanza magnetica quantitativa come biomarcatore di progressione (ACT-CMT, UCL Londra, University of Rochester, University of Iowa, IRCCS Carlo Besta).
  • Risultati di terapia genica in CMT2A (Aix Marseille Univ, INSERM, EPFL, Geneva).
  • Nuovi biomarcatori ematici e cutanei (University of Iowa, UCL Londra, University of Oxford).
  • Studi su wearable e outcome digitali (University of Sydney, University of Rochester, INC).
  • Identificazione di nuovi geni e meccanismi patogenetici (Aix Marseille Univ, UCL Londra, The Jackson Laboratory, University of Miami).
  • Modelli in vitro e organoidi (Hasselt University, University of Antwerp, University of Bonn).

In sintesi, la ricerca sulla CMT è sempre più multidisciplinare e internazionale, con progressi tangibili verso diagnosi più rapide, monitoraggio oggettivo e terapie mirate. L’ACMT-Rete continuerà a seguire e divulgare queste novità per la comunità dei pazienti, familiari e professionisti.

ACMT-Rete con la ECMTF, CMT France e CMT UK per rappresentare le persone con CMT

ACMT-Rete con la ECMTF, CMT France e CMT UK per rappresentare le persone con CMT


Fonte: Abstract del meeting annuale PNS 2025, J Peripher Nerv Syst. 2025 Aug:30 Suppl 3:S3-S263. doi: 10.1111/jns.70038

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