La CMT in Italia: varianti, gravidanza, ansia e stanchezza

Quattro interessanti lavori su quattro temi caldi per le persone con CMT sono il frutto del recente lavoro di medici e ricercatori del Registro CMT

Il Registro Italiano dei pazienti con CMT raccoglie dati anagrafici, genetici e clinici inerenti i pazienti affetti da malattia di Charcot-Marie-Tooth e da altre patologie neuromuscolari. Il suo scopo? Quello di ordinare e aggiornare le informazioni esistenti affinchè la ricerca porti nuovi ed efficaci trattamenti destinati a queste patologie. Il Registro CMT fa parte di un progetto europeo, che ci ha visto tra i principali finanziatori, che unisce e coordina l’attività dei principali centri di studio che focalizzano la loro attività su malattie neuromuscolari ereditarie, oggi spesso prive di cure.

Le persone affette da queste malattie possono iscriversi al Registro dei pazienti tramite la pagina www.registronmd.it ed ottenere informazioni aggiornate, una visita specialistica gratuita ed poter essere coinvolti, con il proprio benestare, in future sperimentazioni cliniche.

Iscriviti al Registro per partecipare agli Studi

Dalle analisi dei ricercatori appartenenti al Registro, coordinato dal Dott. Davide Pareyson, sono emerse quattro interessanti pubblicazioni su temi molto attuali per chi ha la CMT: caratterizzazione delle forme, effetti della gravidanza, ansia e stanchezza.

Le forme di CMT e la loro distribuzione in Italia

Grazie all’analisi dei dati presenti nel registro, pubblicati recentemente sull’European Journal of Neurology, è stato possibile ottenere informazioni sull’epidemiologia, la diffusione genetica e le caratteristiche cliniche delle persone con CMT in Italia. La conoscenza di queste informazioni è molto utile poiché i pazienti, oltre ad ottenere informazioni aggiornate sulla loro specifica forma di malattia, potranno manifestare il loro interesse nell’essere coinvolti in test clinici futuri.

Il Registro Italiano della CMT ha, al momento in cui è stato scritto l’articolo, 1012 pazienti, di cui 535 donne, registrati e 711 di loro hanno ricevuto una diagnosi genetica.

miRNA e Charcot-Marie-Tooth

Risultati dello studio sulle varie forme di CMT

 

Gene MutatoNumero di pazienti (%)Forma di CMT correlata, n (%)
PMP22408 (50.8%)
  • CMT1A, 364 (45.2%)
  • HNPP, 37 (4.6%)
  • CMT1E, 7 (0.9%)
GJB183 (10.3%)
  • CMTX1, 83 (10.3%)
  • Maschi, 46 (5.7%)/Femmine, 37 (4.6%)
MPZ82 (10.2%)
  • CMT1B, 40 (5.0%)
  • CMT2I/J, 39 (4.8%)
  • DI-CMTD, 3 (0.4%)
MFN227 (3.3%)
  • CMT2A, 27 (3.3%)
GDAP117 (2.1%)
  • CMT4A (recessiva), 10 (1.2%)
  • CMT2K (dominante), 7 (0.9%)
HSPB113 (1.6%)
  • CMT2F, 10 (1.2%)
  • dHMN2B, 3 (0.4%)
NEFL12 (1.5%)
  • CMT2E, 11 (1.4%)
  • CMT1F, 1 (0.1%)
SH3TC212 (1.5%)
  • CMT4C, 12 (1.5%)
SORD9 (1.1%)
  • CMT2/dHMN SORD, 9 (1.1%)
Altri geni60 (7.5%)
Sconosciute82 (10.2%)
Totale805

Le forme demielinizzanti (65,3%) di CMT sono risultate più comuni delle CMT di tipo 2, assonali (24,6%) e delle CMT intermedie (9,0%). La duplicazione di PMP22 è la mutazione più frequente (45,2%), seguita dalle varianti nei geni GJB1 e MPZ (entrambi ~ 10%) e MFN2 (3,3%). È stato osservato un tasso di mutazione relativamente elevato in alcuni geni “rari” (HSPB1 1,6%, NEFL 1,5%, SH3TC2 1,5%) e la presenza di cluster di mutazioni multiple in tutta Italia.

Dai dati presenti nel Registro emerge che tra le varie forme di CMT la tipologia più invalidante di CMT risulta essere la CMT4A, seguita dalla CMT4C e CMT1E. La progressione della malattia risulta molto differente a seconda della forma di CMT.

In termini di sintomi, le problematiche principali sono risultate le deformità al piede e le difficoltà deambulatorie. Almeno metà dei pazienti, infatti, ha ammesso di utilizzare i plantari per calzature e ausili/tutori ortopedici. La scoliosi è risultata presente nel 20% dei casi, specialmente in presenza di CMT4C. Le forme recessive hanno mostrato spesso un ritardo deambulatorio, la necessità di ausili deambulatori e l’uso di una sedia a rotelle.

Gravidanza e Charcot-Marie-Tooth

Donna in gravidanza per parlare dei problemi legati alla CMT

I ricercatori del Registro nazionale italiano riguardante la malattia Charcot-Marie-Tooth hanno recentemente pubblicato sulla rivista Neurology una serie di informazioni sulla frequenza di complicazioni legate alla gravidanza e al parto e al suo decorso. Questi dati sono stati confrontati poi con quelli di riferimento (provenienti da amici e parenti non affetti) e con quelli della popolazione italiana (o di altro riferimento).

Sono stati raccolti dati su 193 gravidanze da 86 donne con CMT (età 20-73 anni) relativi a 157 parti (81.4%), con una media di 38.6 settimane di gestazione. Non sono state notate differenze significative nelle donne con CMT rispetto al gruppo di controllo (59 gravidanze e 46 parti da 24 gruppi di controllo) ed alla popolazione di riferimento per aborti (11.4%) e parti cesarei pianificati (21.0%) e di emergenza (14.0%). È emersa invece una elevata percentuale di placenta previa (1.6% su 0.4%),

Per quanto riguarda il peso dei neonati, questo non differisce dalla media. La percentuale di emorragie post-parto nelle pazienti con CMT (2.1%) è risultata simile alla popolazione di riferimento (2.4%). I sintomi legati a CMT sono peggiorati durante 18 delle 193 gravidanze (9.3%), e non sono migliorati a distanza di tempo dal parto 16 casi, con dati simili nei sottotipi CMT1A e non-CMT1A.

In conclusione, è stata osservata una più alta percentuale di placenta previa oltre ad una posizione fetale anomala e parti prematuri in presenza di CMT, ma è emerso che gli esiti di gravidanza ed il peso/salute del neonato sono simili alla popolazione di riferimento. Si è invece notato un frequente peggioramento dei sintomi legati alla CMT, e non solo per le forme di CMT1A. Si suggerisce dunque che le donne in gravidanza con CMT dovrebbero essere seguite con particolare attenzione.

CMT, Ansia, Depressione e Farmaci

Ragazzo con le pile scariche, a simboleggiare gli effetti di ansia e depressione nelle persone con Charcot-Marie-ToothIn un recente articolo, pubblicato sul Journal of Neuroloy, periodico fondato nel 1891, i ricercatori del progetto Registro hanno riscontrato che chi soffre di CMT ha buone probabilità di avere a che fare con ansia, depressione e disagio generico legati a questa malattia, trovando una significativa correlazione tra la gravità della malattia e le sue caratteristiche cliniche e l’uso di farmaci (ansiolitici/antidepressivi e analgesici/antinfiammatori).

In termini di punteggio nelle scale di valutazione per ansia, depressione e disagio, quello dei pazienti con CMT non differisce significativamente da quello della popolazione italiana. Tuttavia, ad aumentare significativamente è la frequenza con cui questi disturbi si presentano nel gruppo di persone con CMT se paragonato al controllo. In particolare, i pazienti con ansia generica, così come i pazienti sofferenti di depressione, mostrano forme più gravi di malattia e una maggiore percentuale di sintomi sensitivi. Rispetto ai farmaci, lo studio ha evidenziato che il 19% dei pazienti con CMT assume antidepressivi/ansiolitici (12% giornalmente) ed il 70% medicinali analgesici/antinfiammatori. I pazienti che soffrono di ansia, depressione e disagio generico hanno un più alto consumo di ansiolitici/antidepressivi. Circa il 50% di pazienti con depressione e/o disagio generico non ricevono invece nessuna cura farmacologica specifica.

Stanchezza e CMT

Donna accovacciata a indicare la stanchezza nella CMTRispetto alla qualità di vita delle persone che soffrono di disordini neuromuscolari, la stanchezza è certamente un elemento presente ed è stata riportata e studiata anche nel contesto della malattia Charcot-Marie-Tooth (CMT). Ciò è legato alla gravità della malattia ma anche all’ansia, alla depressione, al tipo di sonno, all’obesità che la possono generare.

Nell’ambito degli iscritti al Registro italiano CMT sono state utilizzate delle scale di valutazione, p.e., la scala di impatto modificato della stanchezza (MFIS) – che possano misurare come la presenza di fatica, stanchezza, debolezza, caratterizzi la vita degli ammalati. È stata inoltre analizzata la correlazione tra la gravità della malattia e le sue caratteristiche cliniche.

La presenza di una stanchezza fuori dalla norma può essere evidenziata da un uso più frequente di plantari agli arti inferiori, dalla necessità di un supporto nella deambulazione (21% vs 8%) e dalla disabilità dell’arto superiore (mano, 70% vs 52%). I pazienti che lamentano segnali anomali di fatica e stanchezza sviluppano maggiori livelli di ansia/depressione/disagio generale.

La gestione dei pazienti con CMT deve dunque tener conto della stanchezza e della sua gestione e delle sue diverse motivazioni, compreso il disagio generico, la qualità del sonno e l’obesità.

 

Si ringrazia Simona Geninazza per la traduzione.

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