Quali sono i benefici dell’allenamento muscolare e della nutrizione per chi ha la CMT?

La malattia di Charcot-Marie-Tooth (CMT) è una neuropatia periferica che incide progressivamente sulla forza e sulla massa muscolare dei pazienti. Sebbene non esista una cura farmacologica definitiva, la letteratura clinica evidenzia come interventi mirati possano stabilizzare i sintomi e preservare la qualità della vita.
In che modo l’allenamento di forza controllato migliora la stabilità e la mobilità?
L’attività fisica, da affiancare sempre a un’adeguata fisioterapia e riabilitazione, richiede grande attenzione nella sua esecuzione. Lo studio documenta il percorso di un paziente di 18 anni affetto da CMT1A, seguito nel tempo da un team specializzato. I dati mostrano che l’allenamento di resistenza, se progressivo e sotto la supervisione di professionisti, è un’attività sicura. Attraverso questo programma si sono registrati risultati concreti:
- Un aumento di peso corporeo pari a 7 kg, dovuto quasi interamente alla massa muscolare.
- Un sensibile miglioramento della forza muscolare nelle aree prossimali degli arti inferiori (come glutei e quadricipiti).
- Una progressiva e significativa riduzione nella percezione di dolore, crampi e affaticamento.
Quali strategie nutrizionali supportano l’esercizio fisico nella neuropatia periferica?
Il riposo e la nutrizione si sono rivelati pilastri fondamentali per il successo dell’allenamento. La ricerca indica che un piano nutrizionale personalizzato debba garantire il corretto bilancio calorico per favorire lo sviluppo del muscolo, mitigando contestualmente i processi infiammatori dell’organismo. L’intervento clinico supervisionato ha previsto le seguenti indicazioni:
- Un apporto calorico e proteico adeguato a supportare in modo costruttivo il volume di allenamento.
- L’aumento dell’assunzione di fibre, polifenoli e vitamine, con particolare attenzione alla vitamina D.
- L’utilizzo di integratori mirati, come gli Omega-3, per la loro validata azione antinfiammatoria.
Qual è l’opinione di ACMT-Rete su questa ricerca e l’approccio multidisciplinare?
L’ottimizzazione del percorso clinico di una neuropatia periferica richiede necessariamente competenze trasversali. L’impegno profuso dagli autori dello studio—tutti afferenti al network di ACMT-Rete—dimostra che la collaborazione tra neurologi, fisioterapisti, nutrizionisti e specialisti del movimento è fondamentale. Questo approccio integrato, pur tenendo presente che lo studio si basa su un singolo caso, permette di definire percorsi sicuri ed efficaci, tutelando la salute a lungo termine del paziente.