I Lipidi come nuovi biomarcatori e potenziale bersaglio per la CMT

Abbiamo chiesto al Dott. Alessio Silva, neo-dottore di ricerca presso l’Università di Leuven, di raccontarci i risultati delle sue ricerche sul ruolo dei lipidi, la componente “grassa” che soprattutto nelle cellule nervose, che ne sono ricche, potrebbero portare alla scoperta di nuovi biomarcatori e trattamenti della CMT

Piacere, Alessio

Mi chiamo Alessio Silva, sono originario di Nova Milanese (MB), Italia, ma da diversi anni vivo in Belgio. Fin dal mio tirocinio di laurea magistrale nel laboratorio del Prof. Ludo Van Den Bosch presso il VIB-KU Leuven Center for Neuroscience, il mio obiettivo è stato ampliare le conoscenze che possano portare benefici diretti ai pazienti affetti da neuropatie ereditarie. Proseguire il mio percorso con un dottorato presso il Laboratory of Neurobiology del VIB è stato un passo naturale, grazie alla consolidata esperienza del laboratorio nella ricerca sulla Charcot-Marie-Tooth.

VIB-KU Leuven Center for Brain & Disease Research

Lipidi e CMT: Le scoperte di Alessio Silva

La malattia di Charcot-Marie-Tooth di tipo 1A (CMT1A) è la neuropatia periferica ereditaria più comune. È causata dalla presenza di una copia aggiuntiva del gene PMP22, che altera il funzionamento delle cellule di Schwann, le cellule che supportano i nervi del sistema nervoso periferico. Questo porta a debolezza muscolare progressiva, perdita della sensibilità e ridotta mobilità in bambini e adulti. Nonostante sia così diffusa, non esistono ancora terapie efficaci e si conosce ancora poco delle alterazioni precoci che causano il danno nervoso.

Mielina nella CMT o malattia di Charcot-Marie-Tooth - Cellule di Schwann
Insieme al mio mentore, il Dott. Robert Prior, ricercatore e paziente affetto da CMT, abbiamo sviluppato un metodo per generare cellule di Schwann umane a partire da cellule staminali derivate dai pazienti. Questo ci ha permesso di studiare la malattia direttamente in cellule umane. Utilizzando questo modello, abbiamo scoperto alterazioni di lipidi (grassi) e del colesterolo, che compaiono molto precocemente, già allo stadio di precursore delle cellule di Schwann. Abbiamo dimostrato che l’eccesso di PMP22 altera l’organizzazione dei lipidi nella membrana cellulare e interferisce con il trasporto del colesterolo all’interno della cellula. Di conseguenza, le cellule non funzionano e non si sviluppano correttamente. Il nostro lavoro, pubblicato sulla prestigiosa rivista Brain, è stato il primo a dimostrare che queste alterazioni sono presenti già nelle prime fasi dello sviluppo delle cellule di Schwann.

Alessio Silva e Robert Prior - Ricercatori Leuven Lipidi e CMT

Abbiamo poi esteso l’analisi ai topi affetti da CMT1A, identificando ampie alterazioni di diverse classi lipidiche nei nervi sciatici. Le alterazioni del profilo lipidico sono state riscontrate anche nelle cellule immunitarie, dimostrando che il problema coinvolge l’intero nervo periferico e non soltanto le cellule di Schwann.

Un risultato importante del nostro studio è stato dimostrare che stimolare il rilascio e il trasporto del colesterolo all’interno della cellula può ripristinare livelli normali di colesterolo nella membrana delle cellule di Schwann nella CMT1A. Questo suggerisce che le alterazioni lipidiche che abbiamo identificato sono reversibili.

Inoltre, ho collaborato con associazioni di pazienti affetti da CMT, grazie alle quali ho compreso l’urgente necessità di biomarcatori, indicatori biologici in grado di monitorare la progressione della malattia e la risposta ai trattamenti.

Partendo dai nostri risultati in laboratorio, stiamo ora conducendo uno studio clinico per identificare se alterazioni lipidiche sono presenti nel sangue dei pazienti e capire se siano correlate ai livelli di PMP22 e alla gravità della malattia.

I risvolti delle mie ricerche

Nel complesso, questi risultati rappresentano il contributo più importante che ho dato finora al campo della CMT. Inoltre, supportano una nuova visione della CMT1A come malattia che inizia precocemente, durante lo sviluppo del nervo, a causa di un’alterata organizzazione dei lipidi. Più in generale, poiché alterazioni del metabolismo lipidico sono presenti anche in altre neuropatie ereditarie e acquisite, i nostri risultati potrebbero contribuire allo sviluppo di future ricerche e terapie basate sui lipidi anche oltre la CMT1A.

 

Alessio Silva

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