La chirurgia del piede nella Charcot-Marie-Tooth è consigliabile?

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Matilde Laurà dell’University College di Londra di raccontarci della sua ultima review su Chirurgia e CMT sulla prestigiosa rivista Practical Neurology (Laurà M, Barnett J, Benfield J, Ramdharry GM, Welck MJ. Foot surgery for adults with Charcot-Marie-Tooth disease. Pract Neurol. 2024).

In questa revisione sistematica della letteratura scientifica attualmente presente, la Dott.ssa Laurà, insieme alla Dott.ssa Gita Ramdharry e al team dei chirurghi ortopedici del Royal National Orthopaedic Hospital, individuano dei criteri che possono guidare i chirurghi nella scelta e nelle tempistiche del trattamento chirurgico da mettere in atto.

Terapia chirurgica del piede negli adulti con Charcot-Marie-Tooth

Le deformità del piede, per esempio piede cavo e dita a martello, sono comuni nelle persone affette da malattia di Charcot-Marie-Tooth e rappresentano una tipica caratteristica della malattia, con conseguenti limitazioni funzionali e compromissione della qualità di vita. I trattamenti chirurgici a carico di piede e caviglia sono pertanto frequenti e hanno lo scopo di correggere lo sbilanciamento muscolare.

Al momento non vi sono linee guide riguardo l’approccio chirurgico ottimale e nella maggior parte dei casi il trattamento chirurgico è individuale e varia da paese a paese, anche tra centri specialisti in CMT.

La review pubblicata ha lo scopo di:

  • definire le tipiche deformità del piede associate con la CMT;
  • stabilire come queste possono essere valutate dal punto di vista clinico;
  • fare una panoramica sulla terapia chirurgica correttiva attualmente applicata, per comprendere quando intervenire, i diversi trattamenti ortopedici ed i possibili risultati.

Cosa sappiamo della Chirurgia nella CMT

Un approccio di tipo multidisciplinare che coinvolge il neurologo, il fisioterapista ed il chirurgo ortopedico è ideale nel definire quando è il momento per indirizzare il paziente dall’ortopedico per un’opinione e quando intervenire chirurgicamente. In prima istanza interventi di tipo conservativo, come l’uso di ortesi e i trattamenti fisioterapici, sono indicati quando le deformità non appaiono gravi. Diversi tipi di ortesi vengono prescritti a seconda del tipo della deformità e del grado di compromissione funzionale.

Il paziente viene indirizzato dall’ortopedico per un consulto chirurgico quando ci si trova di fronte a un piede cavo grave e rigido, che non può più essere corretto dall’uso di ortesi o quando il paziente è a rischio di sviluppare dei traumi di tipo muscolo scheletrico.

Il trattamento chirurgico da scegliere dipende dal tipo e dalla gravità della deformità con l’obiettivo di stabilizzare il piede e la caviglia e di prevenire ulteriore peggioramenti.

Algoritmo decisionale per guidare la Terapia chirurgica del piede negli adulti con malattia di Charcot Marie Tooth

Algoritmo decisionale per guidare la scelta del trattamento nella CMT, creato dalla Dott.ssa Ramdharry

La Chirurgia è efficace nella CMT?

I risultati dei trattamenti chirurgici a lungo termine nei pazienti con CMT sono stati valutati in molti studi clinici, sebbene in maniera retrospettiva. Alcuni studi hanno dimostrato un miglioramento significativo per quanto riguarda il dolore e la disabilità dopo il trattamento chirurgico e due studi prospettici, uno su adulti ed uno su pazienti pediatrici, hanno dimostrato un miglioramento significativo del dolore, della posizione del piede, delle callosità e della qualità della vita.

 

Dott.ssa Matilde Laurà, Consultant Neurologist and Honorary Associate Professor, Centre for Neuromuscular Disease – National Hospital for Neurology and Neurosurgery
Matilde Laurà Neurologa CMT UCL Londra
Specializzata in neurologia all’Università di Messina, ha trascorso un anno a Londra al Guy’s Hospital durante la specializzazione e, successivamente, un altro anno al National Hospital for Neurology and Neurosurgery di Londra durante il dottorato di ricerca. Ha successivamente lavorato all’Istituto C. Besta a Milano dal 2004 al 2006. Dal 2006  lavora al National Hospital for Neurology and Neurosurgery di Londra, prima come Clinical Research Fellow e, dal 2013, come Consultant Neurologist; dal 2020 è anche Honorary Associate Professor.

 

Dott.ssa Gita Ramdharry, Clinical Academic Physiotherapistand Honorary Associate Professor, Centre for Neuromuscular Disease – National Hospital for Neurology and Neurosurgery
Gita Ramdharry fisioterapistaCMT UCL Londra
La Dott.ssa Gita Ramdharry è una professionista sanitaria consulente specializzata in malattie neuromuscolari presso il Queen Square/MRC Centre for Neuromuscular Diseases, National Hospital for Neurology and Neurosurgery, UCLH. È fisioterapista clinica accademica presso il National Hospital for Neurology and Neurosurgery dal 2001 e professore associato onorario presso l’UCL. Sin dal 1995, ha sviluppato un interesse particolare per la neurologia e si è dedicata alla ricerca presso l’UCL Institute of Neurology nel 2004. Ha conseguito il PhD presso l’UCL nel 2008, studiando i modelli di deambulazione, la resistenza e le terapie ortopediche per le persone affette da Charcot-Marie-Tooth.

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