La 13° Riunione dell’Associazione Sistema Nervoso Periferico

Scopri i contenuti scientifici della 13° Riunione dell’Associazione Sistema Nervoso Periferico

L’Associazione Italiana per lo studio del Sistema Nervoso Periferico (ASNP) è la principale società scientifica che riunisce ricercatori e clinici che si interessano alle neuropatie periferiche come la malattia di Charcot-Marie-Tooth. Durante la 13° Riunione dell’Associazione Sistema Nervoso Periferico a cui abbiamo partecipato, tenutasi a Napoli dal 25 al 27 maggio, sono state presentate le principali novità scientifiche in termini di ricerca e trattamento della CMT e neuropatie correlate.

La riunione annuale di ASNP

Nella stupenda location della Stazione Marittima di Napoli, ricercatori e clinici hanno discusso e condiviso i risultati delle loro ricerche. Il programma molto intenso ha incluso lezioni magistrali tenute da grandi esperti di Sistema Nervoso Periferico, comunicazioni orali, poster orali e cartacei, e come novità di quest’anno una sessione casi clinici ed un corso “educational” tenuto prima dell’apertura dei lavori congressuali.

Stazione Marittima di Napoli, dove si è tenuta la 13a riunione annuale di ASNP

L’Associazione Sistema Nervoso Periferico è per noi “casa”, e i ricercatori e clinici che ne fanno parte sono per noi soprattutto degli amici con cui lavorare nell’interesse delle persone con CMT. Anche quest’anno abbiamo sostenuto insieme ad ASNP i giovani ricercatori con premi e riconoscimenti.

La rassegna a seguire di alcuni dei lavori che sono stati presentati non vuole essere neanche lontanamente esaustiva. Citeremo solo alcuni tra i lavori che più ci hanno colpito, spiegando con parole il più possibile semplici il contenuto della ricerca. La raccolta degli abstract dei lavori congressuali è consultabile online:

Leggi gli abstract dei lavori

Genetica

Una variante del gene MME responsabile di una forma di CMT2 a esordio tardivo – Dott.ssa Andrea La Barbera

Alcune forme di CMT, come la CMT2 ad insorgenza nell’età adulta, sono ancora geneticamente non diagnosticate. La prevalenza delle neuropatie periferiche aumenta con l’età, rendendo queste condizioni una causa comune di disabilità progressiva negli anziani. A causa dell’insorgenza tardiva e della storia familiare non significativa, una corretta diagnosi e gestione terapeutica possono subire ritardi o non avvenire mai. Mutazioni nel gene MME sono state associate a forme dominanti recessive di CMT assonale con esordio della malattia a più di 35 anni e manifestazione predominante negli arti inferiori. La dott.ssa Andrea La Barbera, del gruppo di ricerca dell’IRCCS Policlinico San Martino, Unità di Genetica Medica, di Genova ha identificato 8 diverse varianti MME mai segnalate, confermando che MME è un gene di malattia rilevante nelle neuropatie assonali che si manifestano in tarda età.

Un nuovo gene che causa una CMT2 e Atrofia Ottica – Dott.ssa Alessandra Bolino

Dall’avvento del sequenziamento di nuova generazione (NGS), il numero di nuovi geni causali e varianti identificate come responsabili delle CMT è notevolmente aumentato. Tuttavia, circa il 60% dei casi delle forme assonali (incluse CMT2, HMN e HSAN) rimangono geneticamente non diagnosticati, a causa, in parte, di un gran numero di cause genetiche rare sconosciute. Abbiamo mirato a identificare nuovi geni della malattia responsabili della CMT2.
Grazie al WES (sequenziamento dell’intero genoma) e all’analisi di un pannello NGS mirato su un gruppo di famiglie CMT2 con ereditarietà autosomica recessiva, il gruppo di Alessandra ha identificato varianti rare e recessive nel gene MYO9B (Myosin IX) in due famiglie con CMT2. MYO9B non è stato ancora associato a una malattia umana. La degenerazione osservata nel nervo ottico ha spinto i ricercatori a cercare mutazioni di MYO9B  in una coorte di pazienti con atrofia ottica (OA), e sono state trovate varianti eterozigoti composte in un caso con OA isolata.

Alessandra Bolino, membro del Comitato Scientifico di ACMT-Rete

Errore diagnostico: CMT2CC o CIDP? – Dott.ssa Isabella Di Sarno

La Charcot-Marie-Tooth (CMT) è un gruppo eterogeneo di neuropatie genetiche ed è tipicamente caratterizzata da debolezza dei muscoli distali e problemi di sensibilità, piede cavo e areflessia. Come già riportato in letteratura per le CMT di tipo X, spesso casi di Charcot-Marie-Tooth che presentano debolezza muscolare prossimale e caratteristiche elettrofisiologiche equivoche sono erroneamente diagnosticati come polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP). La dott.ssa Isabella Di Sarno, del gruppo del Policlinico di Napoli ha presentato un caso di CMT2CC, dimostrando che anche i pazienti CMT2CC che manifestano debolezza dei muscoli prossimali e caratteristiche  elettrofisiologiche equivoche, potrebbero essere diagnosticate erroneamente come CIDP.

Nuovi approcci Terapeutici

Difetti nella Mielina: Il ruolo dei lipidi nello sviluppo della guaina mielinica – Dott. Davide Visigalli

La guaina mielinica è un isolante attorno all’assone, ed è fondamentale per ottimizzare la conduzione nervosa su lunghe distanze. Inoltre, è stato recentemente dimostrato che la mielina svolge ruoli superiori nel sistema nervoso mostrando una notevole plasticità.
Nello studio presentato dal Dott. Visigalli del DINOGMI di Genova, gli autori hanno monitorato i cambiamenti della mielina in termina di struttura e composizione chimica nei nervi sciatici di ratto durante il normale sviluppo e in un modello di neuropatia dismielinizzante ereditaria, il ratto CMT1A. Analizzando la composizione lipidica della frazione mielinica di questi nervi, scoprendo che, durante il normale sviluppo, la mielina subisce una maturazione continua sia nella composizione lipidica che nella struttura fisica. Nel caso del modello animale con CMT1A, la mielina non è stata in grado di eseguire correttamente il processo di maturazione, mostrando un arresto tra 10 e 20 giorni dopo la nascita. Nel complesso, questo studio suggerisce nuove prospettive alla base della mielinopatia nella CMT1A, sulla quale si potrebbe intervenire con nuove prospettive terapeutiche.

Mielina nella CMT o malattia di Charcot-Marie-Tooth - Cellule di Schwann

Un nuovo approccio sperimentale per il trattamento della CMT2A – Dott.ssa Elena Abati

La mitofusina-2 (MFN2) è una proteina della membrana mitocondriale esterna essenziale per la rete mitocondriale nella maggior parte delle cellule. Le mutazioni autosomiche dominanti nel gene MFN2 causano la Charcot-Marie-Tooth 2A (CMT2A), una neuropatia sensomotoria grave e invalidante che colpisce l’intero sistema nervoso. La dott.ssa Elena Abati, del gruppo della Prof.ssa Corti dell’Università di Milano, ha proposto un potenziale approccio terapeutico che combina l’interferenza dell’RNA (RNAi) e la terapia genica. Nel modello animale studiato, è stato riscontrato un significativo miglioramento del fenotipo della malattia, suggerendo che un approccio combinato di terapia genica e RNAi potrebbe rappresentare una promettente strategia terapeutica per il trattamento di malattie associate a mutazioni MFN2.

Riabilitazione

Equilibrio e CMT: Il coinvolgimento del sistema somato-sensoriale e motorio – Dott.ssa Sorrenti e Dott. Bosco

La compromissione dell’equilibrio nella malattia di Charcot-Marie-Tooth pazienti (CMT) è responsabile dell’aumento del rischio di cadute. La debolezza degli arti inferiori e la riduzione della sensibilità tattile e propriocettiva sono i principali fattori che influenzano il controllo posturale, insieme alle deformità scheletriche del piede e al dolore. Tuttavia, il ruolo di questi sistemi nella determinazione dell’instabilità posturale non è ancora chiaro. Dai risultati dello studio del gruppo dell’Ospedale San Raffaele HSR è emerso che la compromissione somato-sensoriale era presente solo nei pazienti con CMT. Nella valutazione dell’equilibrio, i pazienti con CMT hanno ottenuto risultati inferiori ai punteggi medi e non riuscivano a mantenere la posizione eretta con deprivazione sensoriale (equilibrio allo stato stazionario), con oscillazioni maggiori rispetto ad un gruppo di riferimento. Questa maggiore instabilità posturale allo stato stazionario era correlata con una soglia sensibile alla pressione tattile più alta, muscoli distali più deboli e un punteggio sulla scala di valutazione della disabilità per la CMT più alto. Al contrario, nessuna differenza statisticamente significativa è stata trovata nel controllo posturale reattivo e proattivo (equilibrio dinamico). Quindi la compromissione somato-sensoriale, al netto del coinvolgimento motorio, svolge un ruolo fondamentale sull’instabilità nei pazienti con CMT durante lo stato stazionario. Al contrario, i risultati dello studio suggeriscono che l’equilibrio dinamico dipenda prevalentemente dall’integrità del sistema motorio.

Un approccio integrato per la valutazione e la riabilitazione dei pazienti con CMT – Dott.ssa Tiziana Rosso

I pazienti necessitano di un’inquadramento diagnostico precoce (clinico, neurofisiologico, morfologico e genetico) e riabilitativo, nell’ordine, per rallentare la perdita di forza, equilibrio e mobilità, ridurre i problemi agli arti superiori, controllare i crampi e i disturbi sensoriali, e  mantenere il più possibile il range di movimento articolare (ROM) sia attraverso ortesi che
con il trattamento chirurgico. L’analisi del movimento (MA) è un prezioso strumento per definire gli elementi connotativi della deambulazione e la funzione motoria degli arti superiori fin dall’infanzia, al fine di proporre i migliori approcci riabilitativi disponibili (riabilitazione fisica, ortopedica e farmacologica trattamento, chirurgia funzionale) per  migliorare le competenze e la qualità della vita.
La dott.ssa Rosso ha presentato il modello del Laboratorio di Analisi del Cammino dell’Unità di Riabilitazione dell’Ospedale di San Bassiano per la valutazione e il trattamento (TEM) dei pazienti CMT. La valutazione obiettiva del cammino attraverso l’analisi del movimento facilita la scelta terapeutica, e il monitoraggio conferma l’efficacia del strategia riabilitativa intrapresa. Al paziente vengono fornite indicazioni riabilitative e farmacologiche, personalizzate su misura obiettivi e applicabili dai professionisti della riabilitazione anche all’esterno dell’ospedale. Vengono prescritti plantari personalizzati. Le indicazioni chirurgiche vengono fornite durante l’esame articolare con il chirurgo funzionale.

Farmaci Neurotossici e CMT

In un poster tratto da un  recente articolo apparso sul JPNS e finanziato dalla CMTA, gli autori Guido Cavaletti, Katherine Forsey e Paola Alberti hanno condotto un’approfondito studio della letteratura su farmaci neurotossici e il loro potenziale rischio se assunti da persone con CMT.

Pubblicazione su JPNS su Farmaci neurotossici per la CMT o Charcot-Marie-Tooth

I risultati di questa analisi dimostrano che esistono prove scientifiche della reale pericolosità per i pazienti con Charcot-Marie-Tooth esclusivamente per la vincristina e, probabilmente, il paclitaxel, entrambi farmaci antitumorali. Questi due farmaci potrebbero in alcuni casi indurre un decorso atipico e più grave di neurotossicità periferica correlata al farmaco nei pazienti con CMT. È quindi ragionevole raccomandare cautela nell’uso di questi composti nei pazienti con CMT. Tuttavia, non è stato possibile trovare prove convincenti per una raccomandazione simile per tutti gli altri farmaci della lista a seguire.

È importante quindi che ai pazienti con CMT non vengano negati trattamenti efficaci che possono prolungare l’aspettativa di vita per cancro o migliorare il loro stato di salute se affetti da malattie non oncologiche.

I giovani ricercatori premiati da ACMT-Rete e Amiche per la Vita

Come consuetudine abbiamo avuto il piacere insieme ad Amiche per la Vita di premiare due giovani ricercatori per i loro studi innovativi sulla CMT; i vincitori sono stati:

  • la Dott.ssa Giuseppina Divisato, per il suo lavoro su un modello di neurone di una forma di CMT (SORD), per la quale è in corso uno studio clinico:

  • Il Dott. Alessandro Bertini, che ha presentato un’interessante ricerca sull’uso delle ortesi nella CMT e le difficoltà che i pazienti incontrano nell’usarle:

 

Sostieni ACMT-RETE

ACMT-Rete opera grazie al sostegno di volontari,
Aiutaci a stare in piedi contribuendo
con un piccolo grande gesto.

5 X 1000 DONAZIONI